Belvedere di San Lucio

Carlo di Borbone nel 1750 acquistò dai principi Acquaviva di Caserta la collina di San Leucio, tenuta di caccia poco distante dalla Reggia.

Il successore di Carlo, il figlio Ferdinando, pensò di promuovere la tradizionale attività di tessitura della seta e vi costituì una fabbrica per la produzione serica. In breve tempo trasformò tutto il territorio in un borgo manifatturiero, con una colonia stabile di setaioli.

San Leucio è un esempio concreto della politica riformatrice dei Borbone che costruivano nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali sulla scia delle riforme e degli del “dispotismo illuminato” europeo della metà del ‘700. I nuclei più importanti sono l’appartamento reale, la sezione dell’archeologia industriale con l’esposizione degli antichi strumenti di lavoro, il museo della seta, i giardini del Belvedere e la casa del tessitore Il borgo è organizzato con al centro la piazza della seta e il portale settecentesco che dà accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case operaie.
Lo stile è razionale, funzionale e semplice. I decori sono essenziali.
Fonte: In campania
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