Lacrime di cinema

Come si spiega la predilezione per i film drammatici e le storie strappalacrime alla Titanic? Non tutti le gradiscono, a dire il vero, però non si può negare che le storie tristi nel cinema siano un classico amato da molti. Gli appassionati addirittura rivedono continuamente pellicole, anche datate, con una trama ed un finale tragici.

Una recente analisi, condotta da un gruppo di ricercatori della University of Ohio, potrebbe aiutarci a capire come mai ci piacciono tanto le storie drammatiche o strappalacrime. Secondo gli autori di questo studio è dopo aver visto un film drammatico che dovremmo sentirci meglio, quasi sollevati. Insomma, nel breve termine, siamo portati a sentirci più felici ed appagati della nostra vita.

Questo e' stato riscontrato perché dopo la visione di un film triste siamo portati a concentrarci, per una sorta di compensazione, sui lati positivi della nostra esistenza: dagli affetti alla bellezza di una vita decisamente meno tragica di quella proiettata sullo schermo. Spesso, spiega la ricercatrice Silvia Knobloch-Westerwick, i film drammatici si basano su storie d’amore eterno e ci portano a focalizzarci maggiormente sulle cose importanti della vita, sulla felicità, sull’importanza di trascurare le sciocchezze e concentrarci sulla vita sociale, sul partner.

Chi durante la visione del film pensa a come è fortunato a non vivere simili tragedie, concentrandosi dunque su se stesso, non si sente ugualmente felice. Per ricavare un qualche beneficio da un film drammatico dobbiamo pensare in prospettiva altruista, apprezzando quanto sia bello avere il partner nella nostra vita, ad esempio. Il film utilizzato per testare gli effetti delle storie drammatiche su 361 studenti è Atonement - Espiazione, tratto dal celebre romando di McEwan.

Fonte: I Like Italy
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