The Abramovic Method

Il PAC di Milano, fino al 10 giugno 2012, è lo spazio espositivo prescelto da Marina Abramović per il suo nuovo attesissimo lavoro, il primo dopo la grande retrospettiva del 2010 al MoMA di New York. L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura, Moda e Design del Comune di Milano e prodotto dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, è curato da Diego Sileo ed Eugenio Viola. Icona di tutte le forme di espressività legate al corpo, Marina Abramović è oggi uno dei protagonisti più affascinanti e magnetici del nostro tempo, dalla cui vicenda artistico-esistenziale è imprescindibile la storia stessa delle arti performative. Pioniera della performance dagli anni ’70, premiata con il Leone d’Oro alla Biennale del 1997, l’artista ha spesso superato i propri limiti fisici e psicologici, ha messo in pericolo la sua incolumità, infranto schemi e convenzioni, scavato nelle proprie paure e in quelle di chi la osservava, portando l’arte a contatto con l’esperienza fisica ed emotiva, collegandola alla vita stessa. The Abramović Method nasce da una riflessione che Marina Abramović ha sviluppato partendo dalle sue ultime tre performance: The House With the Ocean View (2002), Seven Easy Pieces (2005) e The Artist is Present (2010), esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di percepire il proprio lavoro in rapporto al pubblico. “Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performance”, dichiara Marina Abramović. “Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’opera d’arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili”. Con The Abramović Method sarà proprio il pubblico, guidato e motivato dall’artista, a vivere e sperimentare le sue “installazioni interattive”. Le opere – con cui il pubblico potrà interagire rimanendo in piedi, seduto o sdraiato – sono impreziosite da vari minerali: quarzo, ametista, tormalina. Un percorso fisico e mentale che trasforma gli spazi del PAC in un’esperienza fatta di buio e luce, assenza e presenza, percezioni spazio-temporali alterate. Un percorso dove le persone potranno espandere i propri sensi, osservare, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi. Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, di attore e spettatore, Marina Abramović ha scelto di mettere alla prova il pubblico anche nell’atto apparentemente semplice dell’osservazione distante: una serie di telescopi permetteranno ai visitatori di osservare dal punto di vista macroscopico e microscopico coloro i quali sceglieranno di cimentarsi con le interactive installations. È questo il “Metodo Abramović”, che l’artista ha sperimentato su se stessa in anni di dedizione e ferreo autocontrollo. Un processo il cui acme è rappresentato dall’estenuante performance realizzata al MoMA nel 2010, dal titolo The Artist is Present. In questa pièce, il più lungo assolo realizzato da Abramović finora, l’artista si esibiva ogni giorno nelle ore di apertura del museo: seduta in assoluto silenzio a un tavolo nell’atrio, invitava i visitatori a sedersi di fronte a lei per tutto il tempo desiderato, nell’ambito degli orari del museo. L’artista non aveva alcuna reazione di fronte ai partecipanti, tuttavia il loro coinvolgimento costituiva il completamento dell’opera, permettendo loro di vivere un’esperienza personale con l’artista e con la performance stessa. Un’installazione monumentale, proposta per la prima volta in Italia, ricostruirà questa performance memorabile, accogliendo i visitatori e al tempo stesso introducendo lo scenario del “Metodo Abramović”. Questo metodo è nato dalla consapevolezza che l’atto performativo è in grado di operare una trasformazione profonda in chi lo produce, ma anche nel pubblico che lo osserva. In un’epoca in cui il tempo è un bene davvero prezioso, ma altrettanto raro, Marina Abramović chiede allo spettatore/attore di fermarsi e fare esperienza del “qui e ora”, di ciò che prima di tutto lo riguarda: se stesso e il modo di relazionarsi con ciò che lo circonda. Una selezione di opere del passato che ne condividono gli stessi principi, aiuterà i visitatori ad approfondire il “Metodo Abramović”. Da Dozing Consciousness (1997) a Homage to Saint Therese (2009), i suoi lavori sono accomunati dalla ricerca instancabile di un’espansione “energetica” della percezione, che contamina tradizioni e saggezze arcaiche con la realtà contemporanea.
Fonte: I Like Italy
The PAC in Milan is the venue chosen by Marina Abramović to host her eagerly awaited new body of work, entitled The Abramović Method. This is the first major museum exhibition premiering new works since her groundbreaking retrospective in 2010 at the MoMA, New York. The Abramović Method will be on view at the PAC from March 21 through June 10, 2012. Promoted by the Milan Department of Culture, Fashion and Design and jointly produced by the PAC Padiglione d’Arte Contemporanea and 24 ORE Cultura–Gruppo 24 ORE, the event is curated by Diego Sileo and Eugenio Viola. Marina Abramović is one of the most fascinating and magnetic figures of our time whose artistic trajectory is linked to the very history of performance art. A pioneer of this performance art since the 1970s and the winner of the Golden Lion award at the 1997 Venice Bienniale, she has often gone beyond her physical and psychological limits, endangered her personal safety, shattered frameworks and conventions, and probed deeply into her own fears and those of her spectators, bringing art into contact with physical and emotional experience, and connecting it with life itself. The Abramović Method was born from the artist’s reflections on three major performances from the last decade: The House With the Ocean View (2002), Seven Easy Pieces (2005) and The Artist is Present (2010). These performances left a deep imprint on Abramović’s perception of her work in relation to the public. “In my experience, as developed in a career of over 40 years, I have arrived at the conclusion that the public plays a very important and indeed crucial role in performance,” she explains. “The performance has no meaning without the public because, as Duchamp said, it is the public that completes the work of art. In the case of performance, I would say that public and performer are not only complementary but almost inseparable.” It will thus be the public, guided and prompted by the artist, that experiences her “interactive installations” in The Abramović Method with the support of Rottapharm|Madaus. These works, which combine furniture with embedded minerals, allow for the public to interact with them though standing, sitting or lying down on the sculptures. Thes objects present a physical and mental pathway that transforms the spaces of the PAC into an experience made up of darkness and light, absence and presence, and altered perceptions of space and time. Through this pathway, people are offered the chance to expand their senses, to observe, and to learn to listen, both to others and to themselves. In order to emphasize the dichotomies of observer and observed, actor and spectator, Marina Abramović has install a series of telescopes within the exhibition, by AURIGA, for visitors to look at the macro and micro point of views of those who decide to tackle the interactive installations. This is the “Abramović Method” through which the artist trained herself, a process that reached its peak in the performance The Artist is Present at the MoMA (2010), in which she performed daily during public hours for duration of the exhibition. For this, her longest solo piece to date, she sat in silence at a table, inviting visitors to take the seat across from her for as long as they chose within the timeframe of the museum’s hours of operation. Interacting solely through eye contact, the involvement of the vistors completed the perfomace and allowed for the participants to have a personal experience with the artist and the piece itself. A monumental installation, on view for the first time in Italy, will re-visit this memorable performance, setting the stage for their exploration of The Abramović Method. The Abramović Method is born out of awareness that the act of performance is capable of bringing about a radical transformation both in the performer and in the public. In an age when time is truly precious but also truly rare, Marina Abramović calls upon the actors and spectators to stop and experience the present moment. Visitors will be helped to attain a deeper understanding of the Abramović method by a selection of previous works, which will be on view in the exhibition. From Dozing Consciousness (1997) to Homage to Saint Therese (2009), her works are based on the same principles and the same untiring pursuit of an “energetic” expansion of perception, capable of combining age-old wisdom and traditions with contemporary reality. This exhibition is will also present excerpts from “MARINA ABRAMOVIĆ – THE ARTIST IS PRESENT” directed by Matthew Akers, produced by Show of Force for HBO in co-production with AVRO Television and in collaboration with GA&A Productions and distributed in Italy by GA&A Productions and Feltrinelli Real Cinema. Concurrent with the opening of the exhibition at the PAC, an Italian preview of the film in its entirety will be presented in Milan on March 22. The film has garnered critical praise in the festival circut and won The Berlin International Film Festival’s Public Award in February 2012.
Source: I Like Italy
Segnala una news

Related Posts / Articoli correlati