Breakti

Il Breakti nasce dall’unione tra due pratiche solo apparentemente opposte e inconciliabili come lo Yoga e la danza di strada, meglio conosciuta come street dance o breakdance. Esso è nato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90 ad opera di Anya Porter, una specialista di danza da strada che si è avvicinata allo yoga per affrontare la riabilitazione dopo un infortunio. Dalla profonda conoscenza dello yoga e delle sue posizioni, l’idea di fondere la disciplina con la breakdance, come già accaduto con attività più affini come il Pilates (Piloga) e l’Acquafitness (Woga), nel solco della concezione occidentale dello yoga come una disciplina del corpo e della mente che mira al riequilibrio psicofisico dell'uomo e al raggiungimento del benessere.

Nata negli anni ’70 anch’essa negli Stati Uniti e come espressione della danza hip hop, la breakdance si è evoluta fino a diventare un genere a se stante, con caratteristiche proprie che la distinguono da altri tipi di danza. Sviluppatasi nei quartieri periferici delle metropoli in particolare tra i giovani afroamericani e i portoricani, essa richiede un alto grado di preparazione fisica per poter affrontare gli aspetti più acrobatici: sono richiesti anche elevate capacità di coordinazione, equilibrio e forza fisica, nonché un buon grado di elasticità muscolare e articolare. Nel combinare elementi dello Yoga e della Breakdance, il Breakti fonde quindi la calma e il dinamismo, la riflessione e la forza, mentre l’equilibrio e la propriocezione sono elementi già comuni tra le due discipline.

Le lezioni di Breakti, si svolgono in classi composte da un numero di 10/12 elementi. La musica è appannaggio delle preferenze dell’insegnante e può spaziare dal genere hip-hop al funky sino al jazz. La durata di una seduta varia dai 50 ai 60 minuti. Si inizia sempre con un breve warm up fatto di esercizi di yoga che hanno lo scopo di riscaldare i maggiori fasci muscolari, con particolare enfasi sulla zona del core. In questa fase della lezione si curano tutti quei movimenti che partono dalla zona centrale del corpo (addome e zona lombare) e si diramano dolcemente verso tutti i fasci muscolari. In questa fase, la respirazione diaframmatica occupa un posto fondamentale per il riscaldamento fisico e per la concentrazione. Eseguire in maniera adeguata la prima fase del programma significa preparare il terreno per un allenamento di qualità. Successivamente si inizia con il lavoro vero e proprio, un susseguirsi di movimenti che attingono dalle posizioni dello yoga e dai passi della breakdance. La lezione si chiude quindi con cinque minuti di relax e stretching per riequilibrare il corpo, rilassare la mente e godere appieno dei vantaggi apportati dal lavoro appena terminato.

Per praticare la Breakti, non occorre nessuna esperienza. Le classi sono organizzate in base al livello di difficoltà e il grado di esperienza dei partecipanti. I movimenti utilizzati sono semplici, accessibili alla maggior parte delle persone e soprattutto facilmente e rapidamente memorizzabili. Il ruolo dell’insegnante è fondamentale per il compito che ha di guidare i vari movimenti, spronare gli allievi dal punto di vista fisici e nello stesso tempo formare la loro capacità di concentrarsi e piegare il proprio corpo alla volontà della mente. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi esclusivamente a personale specializzato.

Fonte: Benessere
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