Cellulari e salute, il dibattito continua

La questione cellulari e salute è stata affrontata numerose volte e da numerosi scienziati. Tuttavia, da ciò che è risultato dagli altrettanto numerosi studi è una gran confusione – tanto che, come sempre, è il cittadino a esserne la vittima principale in quanto non ha la possibilità di capire se l’uso del telefonino alla fine faccia male o no.

La confusione – in tutti i sensi – è poi aumentata ancora di più dopo l’ultima puntata di Report, il programma d’inchieste giornalistiche di RAI3, dedicato proprio a questo tema. Tra le “accuse” vi era anche quella che vedeva i media rei di non aver dato notizia della ricerca presentata dall’OMS. Noi invece ne avevamo parlato: “[…] nonostante l’Agenzia internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca sul Cancro qualche mese fa avesse classificato i telefonini come ‘potenzialmente cancerogeni per l’uomo’, paragonandoli agli stessi effetti che possono causare sostanze come il piombo e il cloroformio”.

A polemica scatenata, si sono viste rimbalzare conferme e smentite accumulate nell’ultimo decennio, per arrivare infine alla comunicazione ufficiale del CSS, il Consiglio Superiore di Sanità, il quale dichiara che: «Non è stato finora dimostrato alcun rapporto di causalità tra l'esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali. Tuttavia le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l'esistenza di causalità quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare». E, questo dovrebbe mettere a tacere lo scompiglio e far dormire sonni tranquilli ai possessori di telefonini – ossia quasi il 99% degli italiani.

Chi, per caso, non si sentisse tranquillizzato, sappia che i possibili rischi derivanti dall’uso continuo del telefono cellulare sono stati l’argomento della seduta del 15 novembre scorso. E il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità – di cui sopra – è in linea con gli studi dell’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) e in accordo con l’Istituto superiore di sanità. Fatto salvo che tutto e niente è possibile, per il CSS vale il principio di precauzione, in particolare per i bambini, e consiglia di applicarlo e tener conto della «educazione a un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità, del telefono cellulare». Giusto.

In soccorso dei cittadini ancora confusi, poi, il Ministero della Salute ha annunciato che avvierà una campagna di informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio verso un uso appropriato. Nel frattempo, è bene sapere che un recente studio ha suggerito come l’uso del cellulare da parte dei bambini li esponga al doppio del rischio: “l’utilizzo del telefonino da parte dei bambini e ragazzi li espone al rischio di doppio assorbimento delle radiazioni, rispetto agli adulti. Già solo tenerlo in standby nella tasca dei pantaloni o della camicia, secondo la Federal Communications Commission (FCC), supera il limite di esposizione. È tuttavia dall’uso vero e proprio che ne deriverebbero i maggiori pericoli. Lo studio ha infatti mostrato che i bambini assorbono il doppio delle radiazioni, emesse dal cellulare, che vanno a colpire la testa. Queste, nel cervello, arrivano a triplicare nell’ippocampo e dell’ipotalamo”.

Bambini a parte, poco prima era stato pubblicato un altro studio che suggerisce che utilizzare apparecchi telefonici che sfruttano le onde radio, come cellulari e cordless, fa aumentare il rischio di sviluppare il cancro al cervello di ben 5 volte. Qualche giorno dopo, manco a dirlo, esce un altro studio che nega vi possa essere un legame tra tumori e telefonini. Ora sì che siamo tranquilli e possiamo telefonare (col cellulare) alla mamma per dirglielo.

Fonte: La Stampa
Segnala una news

Related Posts / Articoli correlati