Cibo come medicina

E' arrivata una ennesima conferma, nel caso ce ne fosse stato bisogno, di come i cuochi stiano sempre più uscendo dalle cucine dei ristoranti, allargando il loro campo d'azione allo show business (qualcuno è in grado di contare quanti siano gli show televisivi sull'argomento attualmente presenti nelle librerie o in tv?), all'educazione infantile ad abitudini alimentari che possa tenere i bambini al riparo dall'obesità, fino ad arrivare in luoghi tradizionalmente collegati alla sofferenza, dove difficilmente si prova un qualche piacere nel mangiare: gli ospedali.

L'esempio migliore arriva dal percorso del cuoco britannico James Martin, già documentato nelle puntate di "Operation Hospital Food" della BBC One. James Martin ha maturato un'esperienza con il piccolo schermo che ormai dura da ben 15 anni e che nel corso del 2012 ha intenzione di prestare la sua collaborazione a sei ospedali britannici per una totale revisione dei loro menu, dopo l'esperienza vincente sviluppata nelle dodici settimane di collaborazione con lo Scarborough General Hospital nel nord dello Yorkshire. Dove aveva trovato al suo arrivo zuppe preconfezionate e omelette congelate come cibo frequente, ed aveva deciso di dare un taglio decisamente diverso all'alimentazione ospedaliera, prediligendo cibi freschi e di provenienza locale, nell'ottica di "tornare al cibo come medicina naturale", tenendo bene in conto nutrienti e vitamine.

Oggi allo Scarborough General Hospital si trovano uova di galline ruspanti del circondario e latte dello Yorkshire consegnato giornalmente, ma non senza qualche fatica da parte dello chef Martin, che racconta di "aver speso il 98% delle energie nel convincere le persone", con gran parte dello staff che lavorava lì da ormai più di vent'anni ed era abituato a certi meccanismi, "e solo il 2% per cambiare i cibi nei menu dell'ospedale". Adesso comunque tutti, personale e pazienti compresi, sono soddisfatti del nuovo corso, che oltre ad aver contribuito al benessere degli ospiti della struttura ha dato anche un segnale importante, come ricordato dal direttore Mike Proctor, "nella riduzione degli sprechi".

"Se la zuppa sa di detersivo come si fa a sentirsi meglio?" era la domanda iniziale che aveva posto Martin. E certamente ai tanti che hanno avuto la sorte di vivere esperienze deprecabili con i cibi da ospedale saranno tornati in mente ricordi tutt'altro che da gourmet.

Fonte: I Like Italy
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