La notte delle lanterne a Sauris

A Suaris, antico borgo nel cuore della Carnia, il carnevale arriva di notte. Nello scenario caratterizzato dalle particolarità architettoniche e dalle bellezze naturalistiche di questa località le feste di carnevale si concentrano nella notte del 18 febbraio, secondo una antica tradizione recuperata a partire dagli anni Novanta. Al calar delle tenebre, si radunano nella piazzetta di Surisi di Sopra come per magia una folla di maschere e spettatori-turisti. Lentamente si forma un corteo che si mette in marcia nel cammino, rischiarato solo dalla fioca luce delle lanterne, verso Sauris di Sotto.

Uno spettacolo suggestivo e unico che culmina con la festa di paese: degustazione di piatti tipici della tradizione, musica, balli e tanta allegria. Tutto ha inizio alle 16:30, quando il Rölar e il Kheirar (le due figure principali del carnevale saurano), radunano come detto le maschere nella piazza centrale. Il borgo di Suris è tra i più antichi dell'arco alpino e si caratterizza anche dal punto di vista linguistico: qui, infatti, si parla ancora oggi una lingua antica e particolarissima, di influenza tedesca. Forte è anche la tradizione dell'uso delle maschere in legno e dei travestimenti, confezionati con fantasia, utilizzando materiali ed indumenti domestici.

Le maschere di Suaris, si dividono in belle (scheana schembln) e brutte (schentana schembln) e a seconda della tipologia, indossano vecchi abiti e cappellini con fiori di carta e nastri colorati. Il volto è coperto da maschere di legno, velette o semplice fuliggine (rues). Un tempo il Kheirar, armato di una grande scopa da stalla, entrava nelle case ed invitava le coppie di maschere a ballare, a turno, spazzando il pavimento tra l’uscita di una coppia e l’ingresso dell'altra, per cacciare simbolicamente l’inverno e le forze negative e far posto al nuovo e alla primavera. Una navetta gratuita effettuerà corse non-stop tra le frazioni di Sauris per consentire a tutti di partecipare alla grande festa del Carnevale dimenticandosi della macchina.

Fonte: Alessio Maurizi - I Like Italy
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