Barre3

Barre3 è una sorta di evoluzione del Pilates con aggiunte e influenze provenienti da altre forme di allenamento. Il nome richiama la sbarra della danza classica, mentre il 3 sta a sottolineare il mix tra le attività che compongono il circuito di allenamento: Pilates, Yoga e Danza.

Il Pilates ha sempre avuto una connessione diretta col mondo della danza classica. Negli anni del dopoguerra, molti dei clienti di Joseph Pilates a New York erano ballerini convalescenti o ex ballerini, la maggior parte dei quali si esercitava durante gli stop forzati dalla danza. L’obiettivo era duplice: poter guarire dagli infortuni o dai traumi accumulati durante gli estenuanti allenamenti di danza mantenendo nello stesso tempo uno stato di forma e di elasticità fisica tale da poter ritornare agli allenamenti specifici nel più breve tempo possibile.

Per iniziare a praticare il Barre3 non occorrono prerequisiti, anche se la maggior parte dei praticanti provengono dal mondo del Pilates o dello Yoga. I corsi sono strutturati in modo tale da poter dare a tutti la possibilità di migliorare le abilità in maniera graduale. Si parte da un livello base accessibile a tutti per approdare gradualmente a livelli di allenamento più intenso. I corsi sono divisi in base al livello di difficoltà.

Le lezioni sono solitamente svolte in gruppo con un numero massimo di 12 partecipanti, un numero più elevato sarebbe difficilmente gestibile da parte dell’istruttore. Il lavoro Barre3 è molto minuzioso ed accurato e richiede un continuo controllo da parte di personale specializzato: l’istruttore deve visionare e correggere ogni singola posizione con l’obiettivo di favorire dei movimenti stilisticamente impeccabili che garantiscano i risultati migliori.

Quello che accomuna il Pilates allo Yoga è la perfezione dei movimenti e la respirazione completa, ove la respirazione diaframmatica è alla base di entrambe le discipline. Imparare ad eseguire i movimenti attivando, oltre all’addome, anche il diaframma è fondamentale per mobilizzare la cassa toracica e sbloccare di riflesso la colonna vertebrale. Nel Pilates, il gesto respiratorio non è semplicemente un movimento involontario ma un vero è proprio esercizio. Per farlo in maniera profonda è essenziale attivare i principali muscoli interessati: addominali (attivi soprattutto durante l’atto espiratorio) e diaframma (attivo soprattutto durante l’atto inspiratorio). Altro principio su cui fonda il Pilates è il core control cioè il controllo del baricentro. Tutti gli esercizi partono dalla zona delimitata tra bacino e cassa toracica. I muscoli addominali, obliqui, traversi, pavimento pelvico, lombari e dorsali rappresentano la cintura di forza, in pratica una sorta di armatura naturale in grado di sostenere, muovere e proteggere la spina dorsale.

Fonte: Benessere
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