Sulle tracce dell’Artusi

Nel centenario della morte di Pellegrino Artusi, il padre riconosciuto della cucina italiana (il suo La Scienza in Cucina, pubblicato per la prima volta nel 1891, è un classico che fa bella vista nelle cucine di tutta Italia), romagnolo di nascita ma vissuto per gran parte della sua vita a Firenze, vogliamo ripercorrere idealmente insieme a lui un viaggio a ritroso fra Toscana e Romagna, più esattamente da Firenze seguendo la strada Tosco-Romagnola n. 67 in direzione Pontassieve, seguendo il corso del fiume Sieve e salire poi verso il mitico passo del Muraglione, passaggio obbligato tra Romagna e Toscana, per scendere verso la Romagna fino a Forlimpopoli, dove Artusi era nato nel 1820.

Il trait d'union di questo itinerario tosco-romagnolo è costituito dalla varietà che comunque ha dato luogo anche ad una forte coesione - di luoghi, tradizioni, culturale e sicuramente culinaria- tra due terre di confine, mantenuta nel tempo e che ancora oggi ci permette di gustare storie, paesaggi e cibi che lasciano il segno, di qua e di là dal Muraglione, e che Pellegrino Artusi sapientemente seppe mettere insieme e raccontare nel modo raffinato e appassionato che lo ha contraddistinto.

Firenze, Piazza d'Azeglio 25

Artusi si trasferì qui nel 1865 e vi abitò fino alla morte nel 1911. Si tratta di un’ampia piazza alberata con giardino, dove nel mese di giugno il Cenacolo degli Sparecchiatori celebra l’Artusi con una settimana di degustazioni e vendita di prodotti gastronomici. Tante sono le iniziative artusiane che si terranno a Firenze nel corso del 2011, a questa pagina puoi trovare tutte le informazioni, alcune manifestazioni sono ancora in via di definizione.

Da Piazza d'Azeglio ci dirigiamo a nord-est, e seguiamo la strada regionale 67: il centro principale della Val di Sieve che si incontra venendo da Firenze è Pontassieve, sorto nel Duecento in prossimità della confluenza della Sieve nell'Arno. Conserva un ponte mediceo fatto costruire nel 1555 dal Granduca Cosimo I de’ Medici. Numerose sono le ville e fattorie sulle colline ricche di vigneti e di uliveti che fanno di Pontassieve un ben noto centro di produzione di vino e di olio, insieme a Rufina che si incontra a poca distanza. Alla coltura della vite è legata infatti la bella villa di Poggio Reale, trasformata in Museo della Vite e del Vino.

I dintorni di Rufina, caratterizzati da dolci colline, vedono il paese di Pomino, famoso anch’esso per il vino e per la pieve di San Bartolomeo del XII secolo e quello di Turicchi, antica contea dei vescovi di Fiesole. Passato l’abitato di Contea, facendo una deviazione sulla destra si raggiunge dopo pochi chilometri il paese di Londa, di antichissima fondazione, caratterizzato da un piccolo lago artificiale che costituisce una piacevole attrattiva nella bella stagione. A settembre si tiene una fiera dedicata al prodotto d’eccellenza della zona, la pesca Regina.

Tornando sulla strada 67 si oltrepassa Sandetole per raggiungere dopo poco l’abitato di Dicomano, di fondazione romana, caratterizzato da bei portici seicenteschi e dall’oratorio neoclassico di Sant’Onofrio. A maggio si svolge una tradizionale fiera agricola che richiama sempre molte persone. Da Dicomano la strada 67 comincia a salire progressivamente verso San Godenzo, che si erge in posizione elevata e panoramica, immersa in boschi di castagni. Tutto il territorio di San Godenzo, famosa per l’incontro tra esuli ghibellini e guelfi bianchi a cui partecipò anche Dante nel 1302, ha un alto valore ambientale e non lontano, in località Castagno d’Andrea, è la porta di accesso al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna. Bella anche se tortuosa la strada che conduce al Muraglione, circondata da boschi di castagni e faggi. La strada fu fatta costruire nel 1836 (un’opera di alta ingegneria per quei tempi) dal Granduca Leopoldo II, insieme ad una locanda e un grande muro - da cui deriva il nome - per riparare viandanti e carrozze dal forte vento di crinale. Da qui la vista si perde verso il gruppo del Falterona, raggiungibile attraverso un percorso escursionistico. Il passo è infatti un posto tappa della Grande Escursione Appenninica, molto suggestivo il percorso che dal Muraglione porta a Colla della Maestà e poi alla cascata dell’Acquacheta, citata da Dante nel XVI Canto dell’Inferno. Scendendo verso la valle del Montone, dopo soli tre chilometri siamo già in Romagna, incontriamo prima San Benedetto in Alpe (meta classica per la passeggiata alla cascata dell’Acquacheta) e poi Portico di Romagna, ma questa è un’altra storia che lasciamo raccontare ai nostri amici transappenninici.

Fonte: firenze turismo
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