Educare al benessere interiore

Essere genitori non è mai stato semplice. Di questi tempi, poi, forse, è ancora più complicato. Reduci da una vita votata allo schizofrenia, gli adulti di oggi non hanno tempo e strumenti per crescere i propri figli a tutti i livelli. Se la strada della vita di ogni più piccola creatura può rivelarsi lunga e tortuosa, è pur vero che spesso viene considerata tale solo perché mancano nozioni fondamentali. Eh sì, perché siamo tutti pervasi da mille teorie, informazioni, concetti, a tal punto da dimenticarci chi siamo e perché siamo ospiti passeggeri su questo Pianeta.

Bombardati da tv, videogiochi, computer, radio… i cuccioli d’uomo di oggi assorbono come spugne impulsi, informazioni di ogni genere. Ma tutto questo serve davvero a crescere? Come può un bambino riuscire a districarsi da questa incredibile selva di dati?

Senz’altro l’aiuto più importante è quello dato – o che dovrebbe essere dato – dalla famiglia, ma anche gli insegnanti giocano, per ovvi motivi, un ruolo fondamentale. Ma cosa accade se questo tipo di educazione rimane superficiale, ossia solo ancorato alla conoscenza intellettuale? Mero nozionismo? Accade che il bambino è privo degli strumenti essenziali per crescere come dovrebbe.

Paramhansa Yogananda, nel suo famoso libro “Autobiografia di uno yogi” (Ananda Edizioni), già esprimeva il suo duro – ma giusto – commento all’educazione moderna: «L’ideale di poter dare ai giovani un‘educazione completa era sempre stato assai caro al mio cuore. Vedevo chiaramente gli aridi risultati dell’educazione comune, che mira solo allo sviluppo del corpo e dell’intelletto. I valori morali e spirituali, senza i quali nessun uomo può avvicinarsi alla felicità, non erano ancora inclusi nei programmi ufficiali».

E questo, se era vero ai tempi di Paramhansa Yogananda, è ancor più vero oggi. La vera educazione è quella che fornisce ai bambini la conoscenza a tutti i livelli della propria esistenza. Ciò che porta equilibrio affettivo e spirituale, intellettuale e fisico. Chi può affermare, però, che i nostri figli siano colmi di una consapevolezza di tale livello? Uno strumento che offre la possibilità di rischiarare il buio labirinto dell’esistenza umana, è un interessante libro di di Swami Kryananda il cui titolo è proprio: “Educare alla vita” (Ananda Edizioni 2011). Qui, Kryananda offre un sistema educativo completamente nuovo che oltre al nozionismo tipico delle scuole moderne, educa alle fondamentali qualità umane: dall’essere a proprio agio con se stessi (e di conseguenza con gli altri), al vivere nel modo più sano e naturale; sviluppare il talento nascosto e acquisire gli strumenti per essere più felici nella vita, il tutto condito con un mix di amore e saggezza per permettere ai piccoli di compiere i primi passi verso la conoscenza – vera.

Questo metodo educativo, riprende con estrema saggezza la visione di Paramhansa Yogananda: «La vera definizione di educazione è far uscire ciò che si trova all’interno». Chi potrebbe dargli torto? Nella società di oggi, invece, spesso si educa all’opposto. Non si tenta di far emergere nei bambini il proprio talento personale o le proprie emozioni ma, ahinoi, si cerca di nasconderle o, peggio, bloccarle per essere come ci vuole la società e per diventare un surrogato di essere umano al fine di adattarci ai bisogni dell’ambiente in cui viviamo. Così facendo non solo si distrugge se stessi, ma si distrugge anche l’ideale di un mondo nuovo, più evoluto (spiritualmente) e più sereno.

Sulle orme dei maestri della “sapienza” come Parmansha Yogananda e Swami Kryananda, è nata un’associazione che si chiama, anch’essa, “Educare alla vita”. Associazione che si assume l’onere di formare insegnanti che possano prendere per mano i bambini e guidarli verso la strada di adulti completamente rinnovati. Più sicuri di sé, quindi, ma anche dotati di maggior autocontrollo, salute interiore e fisica. Bambini che non perdano il rapporto con le proprie radici, con Madre Natura, ma anzi, che sappiamo riconoscerla per esaltare le potenzialità innate di ogni singolo individuo. Il consiglio, quindi, è quello di spegnere tv, video-games, computer e fermarsi un attimo. Fermarsi e osservare lo sguardo dei nostri figli, il loro sorriso… le loro emozioni. Queste scolpiranno l’adolescente di domani e l’adulto del futuro. Vogliamo davvero spegnere il fuoco che brucia dentro loro? La speranza della realizzazione del loro mondo fatto di favole? Se i nostri cuccioli pensano di poter volare, non dobbiamo fargli credere il contrario ma insegnargli a usare le ali!

Fonte: Lastampa
Segnala una news

Related Posts / Articoli correlati