Hi tech contro l’Escherichia Coli

Per combattere le infezioni da Escherichia Coli ci sarebbero alcune armi hi-tech, come l'irraggiamento dei cibi e il trattamento ad alta pressione, che però non vengono ancora usati su larga scala.

Lo hanno spiegato al sito della National Public Radio alcuni esperti statunitensi, secondo cui queste pratiche andrebbero incentivate. Quella di colpire i cibi con piccole quantità di radiazioni è una tecnica conosciuta sin dagli anni cinquanta, ed è approvata in Usa e in Europa ma solo per un limitato numero di prodotti. Consiste nel colpire gli alimenti con fasci di elettroni o con raggi gamma o raggi X prodotti da isotopi radioattivi, che uccidono i microrganismi: In questo momento dobbiamo usare i metodi che ci danno più affidabilità - spiega Michael Osterholm dell'università del Minnesota - e l'irraggiamento ci darebbe non un piccolo aumento della sicurezza, ma uno grosso, come il Gran Canyon.
Tre anni fa l'Fda ha approvato questa tecnica per spinaci e lattuga, confermando che non è pericolosa e non cambia le caratteristiche dei prodotti, e ogni anno negli Usa vengono commercializzate fino a 18mila tonnellate di carne di manzo irraggiata.

Un'altra tecnica è stata presentata dal colosso statunitense della carne Cargill lo scorso febbraio, e consiste nel sottoporre i prodotti ad alta pressione per un periodo tra 1 e 300 secondi. Anche in questo caso i batteri presenti vengono uccisi, e questo raddoppia il periodo in cui è possibile utilizzare la carne: Questa tecnica è efficace contro Salmonella, E.coli e Listeria - spiega Michael Doyle del Center for Food Safety dell'Università della Georgia - e non ha effetti sul sapore o sulla consistenza degli alimenti.

Fonte: Benessere
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