Mal di schiena da ufficio

Basculante, a schienale rigido, elevabile, girevole. La sedia e chi la occupa. Come deve essere per rispettare la fisiologica postura ed evitare conseguenze dannose per la salute? Per Mike quella del suo ufficio è così importante che, pur di acquistarne un modello nuovo e versatile, è disposto a spendere 500 dollari di tasca propria. A costo di stringere la cinghia fino a sostituire il classico lunch con la colazione al sacco. In più, dovrà convincere la moglie: una nuova poltrona gli consentirà di essere nelle migliori condizioni per fare jogging nel fine settimana.A proporre l'esempio-paradosso è un articolo pubblicato recentemente sul Wall street journal, in cui viene affrontato da vari punti di vista (compreso quello commerciale) il problema della work station, cioè della postazione da lavoro in termini di seduta.

Argomento futile? Tutt'altro, tenuto conto che tra ufficio e casa (davanti al pc) si passano ogni giorno fino a 12-15 ore e più. "Nessun altro elemento di arredamento sul posto di lavoro evoca reazioni fisiche ed emotive quanto è in grado di fare la sedia", osservano sul Wsj. Già, perché se si esclude il letto, la sedia rappresenta il posto in cui i lavoratori passano più tempo. E le aziende produttrici, conoscendo le difficoltà tecniche per concepirla e realizzarla, promuovono sempre più spesso corsi di formazione ad hoc.

"Al di là della pubblicità a cui mirano le singole holding di settore", dice il professor Giuseppe Costanzo, ordinario di ortopedia al Polo pontino della Sapienza di Roma, "quello della sedia giusta è un problema reale. Intendo per la colonna vertebrale, visto che il "mal di schiena" rappresenta il primo motivo di assenza dal lavoro". Una cattiva poltrona da ufficio, ironizza il terapeuta Robert Hayden di Griffin (Georgia), sta "al chiropratico come le caramelle al dentista". Ma il segreto di una schiena che si mantiene in buone condizioni, replicano gli esperti, è nella postura. E in questo caso una sedia sbagliata ha responsabilità solo nei confronti di coloro che ci passano sopra un'intera giornata. Allora, quali sono le posizioni corrette? "Le cosce devono essere ben sostenute da un sedile non troppo soffice", continua Costanzo, "e rimanere parallele al suolo, mentre le ginocchia vanno piegate ad angolo retto, per mantenere rilasciate quanto più è possibile le articolazioni degli arti inferiori". A questo punto entra in gioco il ruolo dello schienale che dovrebbe essere equipaggiato di un supporto a sostegno del tratto lombare. È il modo giusto per assicurare la postura funzionale alla lordosi fisiologica.

"Va evitata la posizione a "cucchiaio"", precisa il docente, "col bacino appoggiato al sedile come accade quando si è seduti sul divano davanti alla tv. Ovviamente, è necessario che il soggetto si impegni a restare con la schiena dritta sul supporto lombare e che la sedia possa essere infilata completamente sotto la scrivania. Sono i presupposti per evitare di sporgersi in avanti o, al contrario, di scivolare in basso, come sul divano". I consigli posturali, aggiunge Costanzo (che al recente congresso della Società italiana di ortopedia ha presieduto una delle main session sul rachide), vanno indirizzati soprattutto ai ragazzi: "Loro, oltre alle lunghe ore sui banchi di scuola passano molto tempo allo schermo pc e alla playstation.

E, mentre nel soggetto adulto la posizione scorretta davanti alla scrivania è foriera di dolori, nel giovane predispone ad atteggiamenti posturali che nel tempo possono strutturare sofferenze molto spiccate". Oggi la scoliosi non risparmia gli over 80. Il fenomeno - se ne è discusso al congresso - si spiega con l'aumento della vita che espone gli anziani a gravi meccanismi degenerativi e invalidanti: "anche per questi soggetti è dunque importante la valutazione ergonomica dell'attività quotidiana".

Torniamo alle sedie sbagliate, di quali patologie sono responsabili? "Si rivelano determinanti nell'accentuare le conseguenze dei fenomeni artrosici. Soprattutto dopo i 50 anni", risponde Costanzo, "i dischi si disidratano e si assottigliano, determinando un aumento della compressine sulle faccette articolari posteriori delle vertebre. Quando queste vanno sotto carico, inizia l'artrosie si instaura un'infiammazione che, a sua volta, causa una deposizione di sali di calcio che le ingrossano. Ed è così che, riducendosi lo spazio da cui emergonoi nervi che dalla colonna lombare raggiungono le gambe, si arriva alla comparsa di sciatica. Ecco perché è importate praticare sempre una buona ginnastica posturale".

Fonte: Repubblica
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