Gli Italiani bevono poco

Gli italiani bevono poco. Poca acqua e questa non è una buona abitudine, d’accordo. Ma anche vino e alcolici in generale con una certa misura, dando origine a un comportamento virtuoso. La filosofia del “poco ma bene” ci trasforma, dunque, nei “migliori bevitori” d’Europa con un conseguente calo dei tumori del cavo orale, dell’esofago e del fegato. Non solo, ma siamo anche i minori consumatori di soft drink mentre il 5% della popolazione addirittura non berrebbe acqua, stando ai dati di una recente indagine di Gfk Eurisko.

Le bevande zuccherate non fanno bene e. come spiega l’epidemiologo dell’Istituto Mario Negri Carlo La Vecchia, “ assumerle è irrazionale”. In quelle tradizionali gli zuccheri, continua La Vecchia “sono semplici, soprattutto glucosio e fruttosio, perché si sciolgono di più, quindi il picco di insulina è immediato. Inoltre, in termini di impatto metabolico una lattina pesa 150 chilocalorie, più o meno quanto la metà di un panino”. E’ stato, però, osservato che se si consuma un panino accompagnandolo con l’acqua, l'appetito passa, mentre la bibita fa percepire di meno la sazietà, spingendo a mangiare di più.

L’Aspartame, per La Vecchia, sarebbe preferibile allo zucchero che, anche se non va demonizzato, deve essere comunque limitato. Certo non è sempre facile trovare bibite light o senza caffeina, altra sostanza nociva se assunta in dosi eccessive e contenuta per esempio nella Coca Cola che, per ogni litro, ne possiede un quantitativo pari a due o tre espressi. Ecco perché è opportuno limitare i consumi eccessivi, sebbene gli effetti negativi della caffeina sul sonno, contrariamente a quanto sostengono credenze e leggende metropolitane varie, non si estendano oltre i 90 minuti. Dove, però, gli italiani possono fare di meglio rimane nel consumo d’acqua. Bere poco, insomma, è sempre un bene tranne quando si parla del liquido più importante della terra: l’acqua appunto.

Fonte: Alessio Maurizi
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