Crescita dell’agricoltura biologica

Approdata sul mercato come risposta al crescente uso di fitofarmaci e prodotti chimici e spinta dal fenomeno “del ritorno alla terra”, l’agricoltura biologica compie quest’anno 35 anni di vita in Italia. Un percorso durante il quale gli alimenti biologici sono progressivamente usciti dal mercato di nicchia diventando sempre più alla moda, tanto che oggi i prodotti “bio” sono considerati una valida alternativa a quelli “convenzionali”. Un successo presso i consumatori dovuto alla qualità degli alimenti derivati da agricoltura biologica ma anche all’ingresso nella grande distribuzione e al conseguente abbassamento dei prezzi.

E la crescita non si arresta, anzi sembra avere inserito negli ultimi tempi una marcia in più. Nei primi quattro mesi del 2011, le rilevazioni Ismea (l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), mettono in evidenza una crescita degli acquisti su molte categorie di prodotti biologici confezionati. A guidare i rialzi, latte e derivati (+20,4% rispetto allo stesso periodo del 2010), avanzano poi anche frutta e ortaggi (+8,5%), che concentrano il 21,7% della spesa bio. Pasta e riso crescono del 30%, sfiorando il 5% di quota. Sale anche il consumo di bevande (+13,9%) e prodotti per la prima colazione (+10,4%), sempre derivati da produzioni biologiche. Oggi il mondo bio sembra insomma in grado di trainare l’intera filiera in difficoltà. Almeno così la pensa Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, secondo il quale “la crescita che continua da otto anni, dimostra quanto il bio sia in controtendenza rispetto all’intero comparto dell’agroalimentare.

L’Italia è anche il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici (che raggiungono gli scaffali di tutta Europa, Stati Uniti e Giappone) per un valore che nel 2010 ha superato un miliardo di euro. Nonostante tutto questo fermento, tuttavia, occorre ricordare che i consumi di prodotti e di alimenti biologici nel nostro Paese non raggiungono ancora i primati produttivi posizionandosi attorno al 3% dell’intera spesa delle famiglie italiane. Altri mercati sono decisamente più maturi: Svizzera, Austria, Germania e Paesi scandinavi fanno segnare percentuali della spesa complessiva delle famiglie dedicate ai prodotti bio che sfiorano anche il 20%.

Fonte: Alessio Maurizi
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