Donne ed attacchi di cuore

La donna sotto i 55 anni di età che cada vittima di un infarto – o attacco di cuore – paga uno scotto maggiore che non un coetaneo maschio, sostiene un nuovo studio della Heart and Stroke Foundation (Usa). Allo stesso modo, un mese dopo l’evento, la salute della donna pare sia peggiore, sempre rispetto alla controparte maschile.

Le pazienti che risentono di più dei danni causati da un attacco di cuore sono quelle tra i 20 e i 55 anni di età, si scopre dallo studio AMI55 condotto dai ricercatori della University of British Columbia (Canada), coordinati dalla dottoressa Karin Humphries. Le donne che rientravano in questa fascia di età mostravano di avere peggiori limitazioni rispetto ai colleghi maschi. Nello specifico, maggiore ricorrenza di dolore al petto, maggiori limitazioni fisiche e peggiore qualità della vita in generale. «Mentre vi è un contributo dall’alta prevalenza di fattori di rischio cardiaci tradizionali come il diabete, il fumo e l’ipertensione, essi non spiegano perché la salute nelle donne sia peggiore – commenta Humphries – Per questo motivo il nostro studio si è concentrato sull’esplorazione di fattori non tradizionali di rischio come la depressione, l’ansia e il sostegno sociale».

La ricercatrice ritiene che dietro al peggiore stato di salute e recupero da parte delle donne vittime di attacchi cardiaci vi sia una componente sociale. La ripresa più lenta, dunque, sarebbe causata dal tributo che la donna deve pagare perché è da lei che ci si aspetta il ruolo di colei che si prende cura degli altri. «Queste donne probabilmente non ricevono il sostegno di cui hanno bisogno per recuperare da un attacco di cuore – spiega la dottoressa Humphries – Le donne hanno meno probabilità di frequentare la riabilitazione cardiaca rispetto ai loro colleghi maschi anche quando ne hanno bisogno. Dobbiamo aiutare le donne a superare queste barriere in questa parte essenziale del loro recupero». Altre spiegazioni per la differenza dei risultati accertati dallo studio, riguardo l’incidenza sulla vita delle donne rispetto agli uomini, potrebbero ritrovarsi nella propensione minore al presentarsi in ospedale quando vi siano dei sintomi che possano far presagire un attacco di cuore, suggerisce l’autrice dello studio. Altresì, le donne non solo sottostimano i propri sintomi ma tendono a rimandare le cure. In più, sono meno studiate riguardo proprio le malattie cardiache che, ancora oggi, si ritiene siano più sviluppabili dagli uomini.

I ricercatori, per arrivare a queste conclusioni, hanno esaminato 286 pazienti. Di questi, 75 erano donne di età inferiore ai 55 anni e più giovani. Ciò che hanno anche scoperto gli scienziati è che, nello stesso gruppo di pazienti, mentre il dolore toracico è stato il più comune sintomo dell’attacco di cuore negli uomini e nelle donne, le donne ha subìto una maggiore gravità del dolore toracico. Avevano anche una più ampia gamma di sintomi di altro dolore rispetto agli uomini, compreso male al collo e alla gola, al braccio sinistro e dolore alla spalla. «Questa ricerca è coerente con altri studi che suggeriscono che le donne soffrono di una peggiore qualità della vita con una diagnosi di malattia di cuore», conclude la dottoressa Beth Abramson, portavoce della Heart and Stroke Foundation.

Fonte: La Stampa
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