Tonsillite ed omeopatia

La tonsillite è un’infiammazione delle tonsille palatine. Quando il processo infiammatorio è acuto viene definita anche angina (da angor) per indicare il senso di costrizione che il paziente avverte a livello della gola.

La tonsillite può essere virale o batterica (da streptococco). Quest’ultima, più complessa, va curata con un’adeguata terapia antibiotica. I sintomi nella fase acuta sono tumefazione della faringe, arrossamento e gonfiore delle tonsille accompagnato da dolore acuto al retrobocca e alla deglutizione. In alcuni casi compaiono sulle tonsille e sulle arcate faringee dei piccoli puntini di essudato giallo purulento (pus) o placche biancastre. I sintomi infiammatori sono accompagnati da febbre (talora elevata), spossatezza e malessere generale.

Esiste anche una forma cronica di tonsillite che nasce come tale oppure come conseguenza di tonsilliti acute ripetute. I sintomi, più attenuati ma persistenti, si manifestano con un senso di bruciore e fastidio alla gola, disturbo alla deglutizione, facile affaticabilità e febbricola. Il focolaio infettivo che si instaura può dare origine a gravi malattie come il reumatismo articolare o cardiaco, le nefriti e varie forme di febbricole persistenti.

Nell’organismo umano le tonsille hanno una funzione difensiva perché proteggono dalle infezioni e dagli agenti esterni. A livello simbolico la tonsillite rappresenta una lotta, un conflitto tra il Self, l’identità, e il non-Self, ciò che è esterno e viene considerato come estraneo e pericoloso. Il disturbo alle tonsille, in particolare la difficoltà nella deglutizione, identifica questa lotta inconscia nei confronti di tutto ciò che si tenta di respingere e non si riesce a “mandare giù”: atmosfere negative, situazioni di vita, relazioni sociali.

La terapia omeopatica offre molti rimedi che coprono i diversi quadri sintomatologici della tonsillite. La posologia più indicata richiede basse diluizioni (5-30 CH) per le forme acute. Nel caso delle forme suppurative, una volta individuato il rimedio giusto, va valutata con il medico curante la diluizione più adatta alla fase dello stadio infettivo.

Fonte: Benessere
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