Tutto sul Tartufo: Origini, Classificazione e Virtù Afrodisiache.
Ecco a Voi L’Aroma della Sensualità


Tartufo.
Non appena la parola viene pronunciata, evoca ricordi lussuriosi ed erotici.
Questo onorevole parallelismo non deriva solo dal fatto che il pregiato tubero è delizioso,
ma anche dall'idea secondo cui apporta prestanza fisica,
il cui esercizio dà un dolce piacere.

(Savarin, 1825)

Cosa rende il tartufo così attraente per cuochi e buongustai? A cosa è dovuto un tale irresistibile magnetismo? L'eminente gastronomo francese Savarin, nel suo saggio sulla Fisiologia del Gusto, affermò autorevolmente che il tartufo riesce virtuosamente ad eccitare i sensi, rendendo le donne più affettuose e gli uomini più amabili.

Sono molte le ragioni per le quali i tartufi sono tanto desirati e seducenti. La principale è sicuramente il loro profumo: pungente, muschiato e sensuale. Eppure, nessuno di questi aggettivi descrive adeguatamente la fragranza accattivante e inconfondibile che caratterizza questa prelibatezza. Dopo aver annusato i tartufi, il loro aroma continua a tornare alle narici in un revival costante di emozioni. La storica fama del tartufo di potente afrodisiaco sembra essere associata proprio alla somiglianza chimica del suo odore con quello dei feromoni maschili, responsabili dell'attrazione fisica e del desiderio erotico.

La rinomata desiderabilità del tartufo è anche legata alla sua rarità. I tartufi sono funghi sotterranei che si sviluppano spontaneamente in aree boschive. Crescono a circa 30 centimetri sottoterra, tra le radici di specie arboree diverse, tra cui faggi, pioppi, querce e pini, con le quali formano rapporti simbiotici. Imitare artificialmente queste condizioni per coltivare il tartufo a scopi commerciali non è possibile. Pertanto, i pregiati tesori si nascondono alla vista, sepolti nella terra come piccoli diamanti e scoprirli non è facile. Occorrono pazienza, perseveranza e l'esperta conoscenza delle loro condizioni ambientali predilette. Beh, il desiderio di ciò che è difficile da ottenere sembra essere proprio una costante della natura umana. Richiedendo climi miti con condizioni atmosferiche costanti, e terreni argillosi o calcarei, i tartufi crescono in un numero limitato di località, specialmente in Italia, Francia, Croazia e Slovenia. A causa della loro scarsità, sono alimenti costosi e la caccia al tartufo è un grande business oltre che una stimolante avventura. Questa è l'analogia tra il fascino di questa squisitezza e il piacere sensuale: è tanto più gratificante, tanto più si è faticato per conquistarlo.

In passato, la ricerca dei tartufi veniva abitualmente condotta con l'aiuto di suini di sesso femminile che ne fiutavano la presenza e scavavano per riportarli alla luce. Le scrofe si sentono, infatti, istintivamente attratte da questi piccoli tesori, che emanano odori pungenti identici ai feromoni presenti negli organi sessuali della loro controparte maschile. L'odore è inconfondibile, una miscela di secrezioni minerali e animali, con note terrose e aromi di frutta secca, ed un sapore leggermente piccante. Attualmente, - dato che le scrofe erano difficili da trattenere una volta che avevano individuato la pregiata squisitezza e finivano spesso per mangiarla prima che i tartufai la raggiungessero, si preferisce impiegare cani da tartufo appositamente addestrati per rintracciare i tesori sepolti senza danneggiarli.

I tartufi sono di forma irregolare con una superficie solitamente rugosa e dimensioni variabili, solitamente comprese fra quelle di una noce e quelle di una mela. Il loro colore può essere nero, marrone scuro, grigio e anche bianco. I tartufi sono considerati in tutto il mondo uno squisito tesoro gastronomico, specialmente nella cucina Italiana, in quella Francese e in quella Spagnola. Sono usati come ingrediente principe nelle ricette di salse, burri, oli extra-vergine d'oliva, o consumati crudi, grattugiati o tagliati a fettine sottili su tagliolini, risotti, carne alla griglia, uova e, addirittura, dessert.

C'è qualcosa nella natura del tartufo che ha incuriosito le persone per millenni. Il suo aroma irresistibile continua ad attirare i palati più raffinati, generazione dopo generazione, ed è circondato da un alone di miti e leggende. Il tartufo esisteva sul nostro pianeta molto prima dell'uomo, probabilmente tra 360 e 280 milioni di anni fa, come testimoniato da un fossile molto antico ritrovato in Piemonte.

Queste perle della terra sono state apprezzate fin dai tempi degli antichi Egizi e la loro origine è sempre stata avvolta nel mistero. Plutarco affermò che tuoni e fulmini, toccando il suolo, danno avvio alla crescita dei tartufi, che ne sono il frutto prelibato. Molti miti come questo circondano i diamanti della terra, che sono sempre stati ritenuti un dono divino per l'umanità.
I Greci e i Romani erano del parere che il tartufo avesse proprietà terapeutiche e afrodisiache, capaci di conferire una sensazione di benessere al corpo e all'anima.
In epoca Medioevale, i tartufi scomparvero dalle tavole dei buongustai, proibiti dalla Chiesa che li riteneva peccaminose creazioni diaboliche, causa di male e perdizione.

Ma durante il Rinascimento l'opinione pubblica riabilitò i deliziosi ingredienti, riutilizzandoli per insaporire piatti diversi. I tartufi tornarono di moda sotto Luigi XIV, il cui cuoco era solito preparare un delicato stufato di tartufi, lavandoli, cuocendoli nel vino, condendoli con sale e pepe e servendoli con pesce e carne arrosto su un piatto di fiori. Ci fu un improvviso afflusso di nuovi alimenti e tecniche di cottura portate dal Nuovo Mondo (per esempio, la scoperta del cioccolato) e il tartufo diventò ancora più desiderato. Tuttavia, in pochi avevano la possibilità economica di comprarlo: era un privilegio per un piccolo numero di individui fortunati.

Al giorno d'oggi, i tartufi sono ancora serviti nei migliori ristoranti e celebrati in importanti mostre mercato come quella di Alba (Nord Italia) e quella di San Miniato (Italia Centrale). Essi sono spesso serviti crudi, tagliati in scaglie sottili su tartine, tagliolini, insalate, carni o frittate. Sono serviti anche in sughi leggeri o come ingrediente goloso di pasta aromatizzata e paté. Anche se il gusto del tartufo è spesso paragonato a quello dell'aglio e a quello dei funghi, i tartufi da soli non hanno in realtà un gran sapore, è il loro odore che è così intenso da condire eccellentemente ogni pietanza.

Il tartufo è stato a lungo apprezzato per i suoi poteri afrodisiaci. Ad esempio, nel Settecento fu introdotto nei menù dei ristoranti più esclusivi di Parigi, segretamente sponsorizzato da un'iniziativa dei bordelli delle città, nel tentativo di incrementare il loro business. Tuttavia, il reale funzionamento del meccanismo fisiologico responsabile dell'incremento della pulsione sessuale è rimasto a lungo controverso. La questione delle proprietà erotiche dei tartufi è stata affrontata da un'indagine effettuata da un team di scienziati Britannici e Norvegesi, che ha scoperto una sostanza unica in natura contenuta nei tartufi, nella quale gli auterevoli ricercatori hanno identificato la fonte più probabile degli effetti libidinosi del prezioso tubero. Tale sostanza è risultata essere un agente eccitante molto potente, capace di aumentare significativamente l'interesse sessuale sia negli uomini che nelle donne.
Qualunque sia la spiegazione chimica, il tartufo ha, in un modo o nell'altro, un effetto sul desiderio sessuale capace di rendere gli uomini più attraenti e le donne più recettive alle avances.

Ci sono oltre 70 tipi conosciuti di tartufi, fra i quali i più famosi e desiderati sono quello bianco e quello nero. Le caratteristiche principali per distinguere le diverse specie di tartufo sono il genere di suolo in cui si sviluppano, gli alberi con cui instaurano un rapporto simbiotico e i paesi in cui crescono. La classificazione delle diverse varietà di tartufo si basa anche su caratteristiche morfologiche, quali forma, colore, dimensioni, aspetto, trama, odore e sapore.

Il Tuber Melanosporum, o tartufo nero ha un aspetto piuttosto omogeneo e tondeggiante, con venature poligonali e una trama che acquista un colore nero-violaceo a maturazione completata. E' utilizzato in ogni tipo di piatto, nonché trasformato in un gustoso olio extra-vergine d'oliva aromatizzato che migliora il sapore e fornisce un gusto ricco alle più svariate pietanze. La sua polpa è chiara, il suo profumo intenso, aromatico e fruttato. Il tartufo nero si trova soprattutto in Umbria e in Francia. Cresce in zone collinari e montane in simbiosi con querce e noccioli. Il suo periodo di raccolta è compreso tra il tardo autunno e l'inverno.

Tuber Magnatum Pico, o tartufo bianco, è il tartufo più conosciuto per il suo gusto deciso e la sua importanza commerciale. Ha un odore piacevolmente aromatico che, contrariamente ad altri tipi di tartufo, non ricorda l'aglio. Questo aspetto lo rende unico e inimitabile. Questa varietà si trova soprattutto in Piemonte, nelle campagne intorno alla città di Alba. Il tartufo bianco si sviluppa in prossimità di querce, noccioli, pioppi e faggi. La raccolta viene effettuata da Settembre a Dicembre. La polpa è color crema chiaro o marrone, con sottili venature bianche. Il colore esterno varia dal crema pallido al crema scuro, fino al verdastro. Ha una forma globosa e irregolare. La superficie esterna è liscia e leggermente vellutata. Anche questa varietà di tartufo viene impiegata per la produzione di un pregiato olio extra-vergine d'oliva aromatizzato.

I tartufi che sono troppo piccoli o morbidi vengono utilizzati nella preparazione di prodotti al tartufo, come ad esempio oli d'oliva, burri e aceti. Questo rende l'eccellenza del sapore dei tartufi finalmente accessibile a tutti. L'olio extra-vergine d'oliva al tartufo bianco Italiano è uno dei più conosciuti al mondo in quanto contiene l'essenza di tartufi di altissima qualità. Tradizionalmente, i cuochi Italiani preparano proprio olio al tartufo affettando sottilmente il tartufo in vasi pieni di puro olio extra-vergine di oliva. L'olio al tartufo, anche aggiunto direttamente a tavola, rende lussuosa ogni pietanza, dalle zuppe, alle insalate ai piatti di pesce.

Usate il tartufo per insaporire ogni pietanza, possibilmente evitando di esporlo le alte temperature che ne farebbero evaporare l'aroma prelibato. Ogni piatto sarà appassionatamente divino, ed ogni incontro romantico, anche.

Marzia VaccaroI Like Italy




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