Capelli vellutati per il dopo estate

Poca resistenza, natura "indisciplinata", colore spento, cuoio capelluto irritabile: un hair look da Erinni, che in questa stagione trova spesso la sua ragione d'essere in un'estate trascorsa senza le dovute precauzioni. Che significa: non aver protetto le chiome con cappelli, creme (per chi è calvo) e spray con filtri alti contro i raggi ultravioletti (UV). "Ma se non esistono problemi di altra natura, i capelli danneggiati dall'azione congiunta del sole, della salsedine e degli shampoo più frequenti, riacquistano lucentezza e vigore nel giro di qualche settimana, semplicemente con un adeguato hair care", rassicura la dermatologa Marcella Ribuffo, responsabile del servizio di tricologia e annessi cutanei dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma.Così per restituire forma, corposità e lucentezza delle chiome, spesso basta adottare un programma cosmetico intensivo. Buona abitudine è utilizzare oli lavanti o altri shampoo ultra-delicati e 2-3 volte la settimana applicare un impacco rivitalizzante e lucidante, a base di ingredienti naturali, come iperico, noce di macadamia, jojoba, burro di mango, estratti di papaya e pompelmo, semi di lino.

"Sempre valide le lozioni capaci di contrastare il passaggio in fase telogen del capello (quella di caduta) a base, per esempio, di melatonina, fitoestrogeni ed estratto di melagrana", aggiunge Daniele Campo, medico chirurgo, docente al master di Scienze tricologiche dell'Università di Firenze. In questa stagione, infatti, a preoccupare maggiormente è la caduta più copiosa, che è spesso conseguenza del maggiore stress ossidativo indotto dai raggi ultravioletti, UVA in particolare, cui si sovrappone il normale ricambio fisiologico dei capelli.

"Normalmente ogni giorno cadono dai 50 ai 100 capelli ma in autunno, si pensa per una serie di fattori legati alla lunghezza della giornata e alle variazioni della temperatura, possono caderne molti di più. Solo se l'effluvio persiste oltre il mese o è anomalo, occorre consultare uno specialista, per verificare le cause, inclusa una possibile alopecia androgenetica, ossia una calvizie", precisa Campo. Anche la ripresa dei ritmi quotidiani più intensi può accentuare l'effluvio. "L'elevata produzione di radicali liberi indotta dallo stress ha, infatti, un'azione lesiva anche sul bulbo pilifero", ricorda Ribuffo. Quali le strategie contro queste défaillance? Per un danno di media entità, con caduta intorno ai 100-150 capelli al giorno, può bastare una cura-urto con sostanze antinfiammatorie e antiossidanti naturali che aiutano a bloccare il processo di morte del capello, come capsaicina, curcuma e resveratrolo, sia in integratore, sia in lozione da massaggiare sul cuoio capelluto.

"Se già in atto un diradamento incipiente, meglio rivolgersi a uno specialista dermatologo per la prescrizione di lozioni a base di farmaci, come il 17 alfa estradiolo, oltre al classico minoxidil, che aiutino a riattivare il ciclo riproduttivo dei bulbi", dice Campo. Tra l'altro, secondo una recente ricerca, condotta da scienziati del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Scuola di Scienze Farmaceutiche di Ribeirao Preto, dell'Università di San Paolo, microparticelle di chitosano, caricate con solfato di minoxidil (MXS), riescono a potenziare l'efficacia del farmaco.

"Altra molecola anticaduta emergente è l'Astaxantina, un antiossidante potentissimo che contrasta efficacemente l'invecchiamento delle membrane cellulari", conclude Campo. Pensiamoci.

Fonte: Repubblica
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