Nel Paese dei Pidocchi: l’Arte di Sopravvivere al Parassitismo

Non mi diletto abitualmente nell’esercizio del sarcasmo, ma ci sono situazioni in cui davvero non resta che fare dell’amara ironia…
Se anche a voi è capitato di subire le reiterate richieste sfacciate del conoscente scroccone di turno e non aver saputo rifiutare per eccesso di gentilezza o educazione, allora, come me, siete finiti nel Paese dei... Pidocchi. Là, dove non vieni invitato ma, piuttosto, fagocitato, in modo tale che anziché in un classico della letteratura per l’infanzia, sembra di essere finiti in una storia dell’horror di E. A. Poe.

Sì, i personaggi della storia ci sono proprio tutti:
* Pinocchio-Pidocchio, menzognero, che si finge galantuomo per poi rivelarsi campione mondiale in parassitismo;
* Geppetto, taccagno fuoriclasse, che vuole ottenere un bambino da un misero ceppo di legno da quattro soldi;
* il Gatto e la Volpe, furboni per antonomasia, che con i loro raggiri s’inventano l’esistenza dell’albero degli zecchini d'oro pur di depredare gli ingenui malcapitati…
* il Grillo Parlante, mitico eroe del “Te l’avevo detto!”, che dispensa saggi suggerimenti anti-scrocco puntualmente inascoltati…
* E poi lei, la Fatina Turchina, la cui parte, per qualche inspiegabile motivo, viene sempre rovinosamente assegnata alla sottoscritta in questa commedia dell’assurdo (ditemi che qualche volta il ruolo dell’eroina buona e fessa è toccato anche a voi, altrimenti la mia ottusità è un caso irrecuperabile…). Così, per una qualche prodigiosa trasformazione cromatica, senz’altro degna di Houdini, a forza di pagare i conti altrui, da turchina che ero, divento prima blu per lo svenamento e poi resto inesorabilmente al verde con il conto in rosso… Il risultato è che più che la Fatina Turchina nel Paese dei Balocchi, mi sembra di essere Arlecchino in quello dei Pidocchi…
Comunque, dev’esserci senz’altro stato uno scambio di persona, mi dico, se gli altri personaggi della storia da burattino cercano sempre di trattare me…

Ora, se uno non è esattamente scaltro e, ingenuamente, in virtù dei sacrosanti principi cristiani diligentemente appresi in lunghe lezioni di catechismo, è anche un po’ altruista, non significa che disponga di un patrimonio economico alla Zio Paperone (anche perché con cotante doti filantropiche e i vari pidocchi a seguito, quella fortuna l’avrebbe già dilapidata…) o di poteri taumaturgici per mutare i pezzenti in mantenuti, né che sia un Robin Hood dei giorni nostri che ruba agli stolti per dare alle sanguisughe, né un Re Mida, esperto di metalli, che muta in oro le altrui facce di bronzo…
Tuttavia, statene certi, il radar degli scrocconi rileverà la vostra tendenza a fare il buon samaritano al primo episodio in cui vi comporterete da benefattori e quelle tre banconote che vi restano nel portafogli e con cui - per dindirindina! - dovreste arrivare a fine mese, riuscirà a carpirvele in men che non si dica!

Signori, sappiate che il Braccino Corto è una malformazione congenita per la quale non è ancora stata trovata una cura certa e il Parassitismo ne è la forma più grave. Purtroppo, anche quando la patologia è conclamata e si manifesta nella sua fase acuta di gretta spilorceria con i sintomi che ci sono noti, essa continua a mietere vittime, che subiranno ancora e ancora cruenti episodi di vampirismo. Ebbene sì, ammetto l’inammissibile, numerose volte nella mia vita sono stata colpita da pediculosi!

Già, perché intorno a noi c’è sempre chi, in maniera più o meno manifesta, cerca di approfittare delle nostre risorse. Non solo di risorse economiche si tratta: il parassita doc risucchia il tuo tempo, le tue attenzioni, il tuo aiuto o, in modo più sottile (e, in tal caso, si nota un’emancipazione dal dilettantismo degli scrocconi principianti), ti vuole al proprio fianco per sentirsi migliore, così da rimpolpare un’autostima cagionevole o, ancora, come sprone inconsapevole per allenarsi a competere.
Tutti abbiamo incontrato a scuola un furbetto che si è diplomato copiando da noi sistematicamente ad ogni compito in classe, o ci siamo imbattuti in un partner che abusava impunemente della nostra pazienza in tanti di quei modi che non basterebbe un dizionario enciclopedico per classificarli tutti… Oppure vogliamo parlare di quell’amico tanto caro che era in realtà invidioso marcio e usufruiva del nostro appoggio mentre tentava di sabotarci? O del collega che piagnucola pateticamenteche di quanti problemi ha e di come non riesca a smaltire la mole di lavoro arretrato che, puntualmente, deposita sulla nostra scrivania… ? Capirai, il poverino è stressato, mica possiamo lasciarlo affogare nei suoi guai…

Qualche parassita è, più grossolanamente, il classico morto di fame che piange miseria ad ogni piè sospinto e magari, poi, ha più soldi di noi. La categoria è ben rappresentata anche da soggetti più spavaldi che, con gran faccia tosta, esercitano l’arte dello scrocco senza vergogna, fieri delle proprie furberie, riuscendo a farsi mantenere dagli altri senza mai abbassarsi ad ammettere di aver bisogno di loro. Per esempio, com’è che quando vado a cena fuori in compagnia e consumo il mio modesto piatto unico, scopro che gli altri commensali non mangiavano da una settimana per poter ordinare un menù pantagruelico a otto portate giusto stasera che si paga alla romana? O perché proprio quando ha quella telefonata estremamente urgente da fare, lo scroccone ha dimenticato il cellulare a casa? Tradizionale anche la scusa del portafogli rubato, come pure l’attesa indifferente carica del pathos di una nonchalance da manuale al momento di saldare il conto all’happy hour (happy giusto per i trionfanti scrocconi alcolisti anonimi, s’intende…).

Innumerevoli sono le modalità di Parassitismo, ma la regola fondamentale è che lo sfruttatore trae da te un vantaggio che non ricambia mai. Del resto, avete mai chiesto aiuto a una zanzara per una trasfusione di sangue???
C’è chi elogia l’arte del saper vivere alle spalle altrui e mette in luce come i parassiti siano ab immemorabili le specie più tenaci della catena dell’evoluzione… Questo spunto di riflessione suggerito dalla biologa Claudia Bordese è interessante, ciò non toglie che la legge dello scrocco pur resta subdola, iniqua e deplorevole. Se il vivere low-cost è un’arte degna di rispetto, il sopravvivere a scrocco degli amici ne è certamente la variante più disonorevole.

Il problema è che noi sfortunati mecenati, paladini della generosità, ci lasciamo commuovere dalle pietose moine degli ingrati scrocconi che, si sa, sono eccellenti commedianti e simulatori specializzati e vantano qualità istrioniche che ci abbindolano facilmente.
Oppure, troppo avvezzi al galateo, non osiamo ricambiare lo scrocco né tanto meno farlo notare: non vorremo mica mortificare il poverino?!

La conclusione è ovvia: la sensibilità e il pudore dei sottoscritti, incauti bonaccioni, ci conducono direttamente nel Paese dei Pidocchi (o, per meglio dire, citando un’altra ambientazione delle avventure di Pinocchio, nella Città di Acchiappa Citrulli…!).
Per dirla con una metafora ortofrutticola, dobbiamo smetterla di lasciarci infinocchiare (o impidocchiare che dir si voglia...)! Abbandoniamo l’atteggiamento da Onlus umanitaria e adottiamo, piuttosto, quello da business class! O vogliamo forse devolvere tutte le nostre risorse emotive e finanziarie alla beneficienza verso i non bisognosi ad infinitum?
Ancora una volta, signori, ricordiamolo: caritatevoli sì, ma fessi neanche per sogno!

Ora vi saluto, urge una passatina dalla farmacia di turno per comprare un buon anti-pidocchi!

Marzia VaccaroI Like Italy

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