La Società Moderna: Annoiata di Se Stessa

Le responsabilità familiari e professionali, i tanti oneri e i pochi onori, l’invariabile reiterarsi di consuetudini svilenti: ci sentiamo storditi e non a torto.
Per riprendere fiato, l’uomo moderno ha inventato il tempo libero, privilegio, in passato, noto solo ai più fortunati. Ma la diffusione di cotanta invenzione ha portato con sé un insidioso compagno: la noia, presenza infida, capace di sfinire gli entusiasmi delle personalità più vivaci.

Il tedio nasce come prodotto del progresso: più aumentano le gratificazioni cui l’uomo ha accesso, più si affinano i suoi bisogni. Ciò nondimeno, l’ingegnosità umana non è rimasta a lasciarsi piegare inerme da questo male dei giorni nostri. Come nella Teoria dell'Evoluzione Darwiniana un perfezionamento delle strategie di autodifesa della preda è sempre seguito da un avanzamento dell’arte della caccia del predatore, così la società umana risponde agguerrita alle minacce che rischiano di turbarne la serenità. Del resto, la natura fa il suo corso. Ci siamo attrezzati di prodigiosi antidoti contro la noia che il bombardamento mediatico non manca di somministrarci in dosi massicce. I bisogni dell’uomo sono l’anima del commercio e il Marketing fa astuta leva sulle fragilità dei consumatori, spesso acquirenti non tanto di prodotti quanto di corazze emotive.

Le proposte per l’intrattenimento diventano più sempre numerose e accattivanti. La tecnologia offre passatempi sbalorditivi: dal cinema in 3D, a videogiochi sempre più realistici, fino a telefoni cellulari diventati una vera sala giochi tascabile. Musica, filmati, internet: l’immediata disponibilità di queste e altre armi contro la monotonia sembra, al primo sguardo, poter avere la meglio sulla tediosa quotidianità.

Eppure, ancora non basta. Nonostante tutti i progressi nel settore dell’industria del divertimento, ci sono persone talmente insoddisfatte della propria vita da sentire l’urgenza di provocarsi emozioni forti in modalità anti-convenzionali. C’è chi si dedica a sport estremi per sentire l’euforia di una scarica di adrenalina, sentendosi tutt’altro che scoraggiato dalla pericolosità della disciplina prescelta.
C’è chi cerca nella trasgressione un po’ di respiro per tollerare una normalità che percepisce asfissiante. Nascono, così, le ipocrisie di vite parallele insospettabili, di dipendenze, perversioni e tradimenti.

C’è poi un’altra piaga indomita che aleggia minacciosa: l’isolamento. E allora l’homo faber si inventa i telefoni portatili e poi l’accesso al web ovunque si trovi, 24 ore al giorno, così da scongiurare il pericolo della solitudine. Ogni mezzo è ammesso per placare l’horror vacui. Rapporti spesso deliberatamente di superficie che colmano il tempo ma lasciano vuoto il cuore.

L’uomo moderno preferisce la quantità alla qualità delle esperienze e riempie affannosamente il vuoto interiore, ma dei contenuti sbagliati. Per qualche motivo, la calma ha un impatto emotivo più violento di una scarica di stimoli, il silenzio stride più del rumore e la penombra acceca più della luce. Senza condanne o intenti moralisti o moralizzatori, mi sento di dire che gli hobby e l’intrattenimento, la televisione spazzatura di tanto in tanto, i videogame e i social media, possono essere valide risorse finché sono un sollazzo e non pretendono di gratificare un’identità infelice, stordendola e distogliendone l’attenzione dal male che davvero l’affligge.

Famiglie che non comunicano (preferiscono lasciare la parola alla tv), individui che non leggono (troppo gravoso), giovani che non sognano (anche i desideri si sono fatti appiattire da obiettivi stereotipati): emerge il ritratto di una società annoiata di se stessa, di persone sulla carta estremamente impegnate ma, nell’intima realtà, molto spaventate dall’idea di fermarsi a guardarsi dentro. I ritmi sono esasperati, la quiete è allarmante. Persone in fuga da se stesse, incapaci di emozionarsi di cose semplici, inaridite dalla ricerca spasmodica di euforia. Persone profondamente tristi, stanche di tutto perché non hanno capito che, in un’epoca in cui ogni novità nasce già obsoleta perché tutto è già stato inventato e sperimentato, la vera innovazione non consiste nel cercare esperienze inedite ma nel guardare alla vita usando occhi nuovi.

Marzia VaccaroI Like Italy

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