Carpe Diem: La Vita è Adesso

Passiamo il tempo a programmare il futuro, a preoccuparci di cosa ci succederà, a temere l'ignoto. La nostra quotidianità è scandita dal costante sforzo di difenderci. Più intimoriti che oculati, destiniamo grandi energie alla tutela dell'avvenire, trascurando la gioia del vivere l'hic et nunc. La guerra agli imprevisti è una lotta contro i mulini a vento che genera solo tensione e stress.

Siamo soliti attribuire allo stress una valenza negativa, generalizzando un meccanismo psico-fisiologico più articolato. In realtà, lo stress nasce evoluzionisticamente come un'attivazione adattiva in risposta ad un cambiamento nell'equilibrio tra organismo e ambiente. L'adrenalina ci spinge a reagire con prontezza ad avvenimenti potenzialmente minacciosi per la nostra sopravvivenza. In altre parole, così come la sensazione dolorosa legata a una ferita è un campanello d'allarme che ci stimola a evitare ulteriori pericoli, parimenti lo stress è un segnale per rispondere in modo ottimale agli eventi ambientali.
Benché lo stress sia inizialmente uno stato di allerta positivo (eustress), un'esposizione prolungata a situazioni stressanti può generare frustrazione e la secrezione dell'ormone cortisolo in associazione ai sintomi sgradevoli che ben conosciamo, i quali finiscono per renderci meno abili nel fronteggiare circostanze potenzialmente pericolose (distress).

In medio stat virtus: l'ideale risiede in un sano equilibrio.
Ma come fare per affrontare le difficoltà bilanciando la giusta attivazione senza incorrere in crisi d'ansia? Dobbiamo modificare il nostro atteggiamento mentale, cioè il nostro sistema di valutazione degli stimoli ambientali.
Esiste una grande variabilità interindividuale nel modo in cui reagiamo agli eventi stressanti. Questo perché le reazioni fisiologiche, benché automatiche, sono comunque influenzate da un'elaborazione cognitiva. Ogni individuo ha una sua personale storia di vita con esperienze e ricordi che condizionano profondamente il suo sistema di valutazione degli eventi in corso. L'interpretazione di un accadimento come minaccioso o come inoffensivo è legata, cioè, agli apprendimenti pregressi che plasmano gli schemi comportamentali e di pensiero, permettendo di effettuare una previsione rapida e attendibile delle probabili conseguenze delle decisioni.

C'è un'infinità di eventi casuali e inevitabili che possono verificarsi e che sono al di fuori del nostro raggio di controllo. Per quanto ci affanniamo a cercare di orchestrare il futuro per prevenirli, essi ci sono e ci saranno sempre. Vivere nel costante sforzo di salvaguardare il futuro è uno stress inutile che ci impedisce di goderci il presente. La nostra vera arma contro gli eventi stressanti è il controllo sulle nostre reazioni emotive: l'impatto che le avversità hanno sul nostro benessere dipende dal nostro modo di elaborarle mettendo in atto strategie di attivazione positiva che non sconfinano nel distress.

Innanzi tutto, è importante smettere di percepire ogni questione come se fosse di vita o di morte. Il primo passo verso la serenità è proprio ridimensionare la gravità delle cose. Siamo profondamente spaventati dal cambiamento, ci piace sentirci al sicuro nelle nostre consuetudini e ci sentiamo minacciati da eventuali stravolgimenti. Il modo migliore per vincere le paure che ci inseguono è correre loro incontro.
Il bello di aver affrontato grandi rivoluzioni è l'apprendimento prezioso che si sopravvive sempre e dopo ci si sente più forti. Valorizziamo l'arricchimento che un'evoluzione delle nostre abitudini può apportare alla nostra vita, alla nostra storia e alla nostra autostima. Le novità ci mantengono vivi.

Ci sono scelte di vita la cui semplicità ha benefici portentosi. Investiamo nel presente: la gioia di una passeggiata rilassante anziché l'accanimento di un'attività fisica maniacale per dimagrire entro l'estate. Una buona lettura, anche se ci sarebbe ancora il bucato da fare. Abbandoniamo gli imperativi categorici e gli obiettivi sfiancanti che non ci varranno medaglia alcuna a parte quella di un invecchiamento precoce. Preferiamo la serenità ai virtuosismi. Pensiamo anche a cosa ci fa star bene, anziché attenerci sempre a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Marzia VaccaroI Like Italy

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