Le Origini della Via Francigena

Fra i vari tracciati che attraversarono l'Europa in epoca Medievale, quello della Via Francigena, che collegava Roma al nord Europa, fu indubbiamente uno dei più importanti. La Via Francigena è un'antica via maestra del continente Europeo che venne percorsa per vari secoli da migliaia di mercanti, viandanti, fedeli, eserciti, nonché truppe crociate provenienti d’oltralpe e dirette alla riconquista del Santo Sepolcro. Questo itinerario iniziava a Canterbury, attraversava la contea del Kent, giungeva alla Manica, continuava lungo la Francia, varcava la frontiera Svizzera nei cantoni di Vaud e Vallese e proseguiva in territorio Italiano, attraverso la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana, per arrivare alla destinazione finale: il Lazio.

La Francigena, anche detta Via Romea, è formata da un fascio di vie che ammettono una vasta gamma di varianti, in quanto nel Medioevo le alterne vicende politiche e le difficili condizioni viarie non avrebbero reso affidabile una strada limitata ad un solo tracciato. I principali ostacoli naturali che i viandanti dovevano superare erano il Canale della Manica, le Alpi e gli Appennini. Mentre per i primi due non esistevano molte alternative, per attraversare gli Appennini c'erano varie possibilità. Nel tratto della Via Francigena che porta dalla Pianura Padana alla Toscana, si registravano diverse varianti dell'itinerario, che sfruttavano i vari valichi risalendo la Valle del Trebbia e passando per Bobbio, oppure la Valle del Taro o altre valli minori.

Tuttavia, il percorso francigeno ufficialmente riconosciuto è quello documentato dall’Arcivescovo di Canterbury, Sigerico, nel X secolo, il quale diede origine all’itinerario in occasione della sua visita a Papa Giovanni XV, dal quale doveva ricevere la veste di lana ornata dalla croce, simbolo dell’investitura vescovile. Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, tutti i 1.600 chilometri del tragitto della Via Romea. L’Arcivescovo annotò nel proprio diario una lista dettagliata delle tappe del viaggio di ritorno compiuto dalla sede papale fino alla sua diocesi. Nasceva così quella che a breve sarebbe diventata la maggiore via di comunicazione europea dell’epoca. Le tappe più note cui fa riferimento l’itinerario sono: Arras, Reims, Pontarlier, Besancon, Losanna, Martigny, il passo del Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fidenza, il passo della Cisa, Pontremoli, Massa, Lucca, San Gimignano, Siena, Bolsena, Roma. Il prezioso manoscritto di Sigerico è attualmente custodito presso la British Library nella capitale Britannica, come documentazione che attesta, appunto, il percorso ufficiale del cammino verso l’Urbe.

Il tracciato della Via Francigena, nel suo percorso Italiano, venne abbozzato alla fine del settimo secolo con il Regno Longobardo, la cui sede a Pavia necessitava di un collegamento con i Ducati dell’Italia centrale e meridionale. Lungo questa direttiva, i Longobardi, costretti ad arretrare nella Pianura Padana a causa della presenza dei Bizantini, che controllavano i passi appenninici orientali, si muovevano al sicuro dalle loro incursioni.
L'arteria che diede origine alla futura Via Francigena fu il tracciato dell’antica Via Romana Parma-Lucca, la quale fu detta Via del Monte, che i Longobardi percorsero per oltrepassare l'Appennino Tosco-Emiliano. Alla fine del IX secolo, in seguito alla cacciata dei Longobardi da parte dei Franchi, nei documenti dell’epoca la strada iniziò ad essere chiamata Via Francigena o Francisca, cioè originata dalla Francia. Raggiunta l'importanza strategica, la Francigena fu dotata di torri e dispositivi di difesa. Furono, inoltre, costruiti i primi ospedali, ostelli, conventi e abbazie.

Una moltitudine di credenti, fin dalle origini della religione Cristiana, ha fatto visita alle tombe dei santi e dei martiri e ai luoghi legati alle loro vite, nella speranza di trovare conforto e espiazione. L’Europa fu percorsa da folle di pellegrini soprattutto dopo l’anno 1000, epoca in cui le mete dei viaggi della fede erano essenzialmente tre: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, fondatori della comunità ecclesiale cristiana; il Santo Sepolcro a Gerusalemme, in Terra Santa, dove si ricercavano i luoghi della passione di Gesù; la tomba dell’apostolo Giacomo a Santiago di Compostela, estrema punta dell’Europa Occidentale.
Il pellegrino non si spostava solitario, ma in compagnia di altri viaggiatori e portava con sé i simboli del pellegrinaggio: la chiave per San Pietro a Roma, la croce per Gerusalemme e la conchiglia per Santiago de Compostela. Le strade della fede erano anche vie di intensi scambi commerciali e venivano, pertanto, percorse anche da mercanti e eserciti.

Superata l’angoscia per la temuta fine del mondo con il nuovo millennio, si assiste in Europa ad un generale spirito rinnovatore che porta ad un aumento della popolazione e ad un graduale miglioramento dei traffici commerciali. La Via Francigena divenne la strada europea più importante del Medioevo, la direttrice principale fra le città del nord-ovest dell’Europa e Roma, un tempo capitale dell’Impero Romano ed ora della Cristianità. Nel XIV secolo, Papa Bonifacio VIII istituì il primo Giubileo. Il viaggio dei pellegrini ai Luoghi Santi della religione cristiana, era un viaggio penitenziale mitato ad ottenere l'indulgenza: esso doveva compiersi a piedi con un percorso giornaliero di circa 25 chilometri. I più fortunati compivano il viaggio a dorso di mulo, i potenti o i re a cavallo. L’Europa si trasformò, così, in un grande collettore di strade, sentieri e direttrici, tutti convergenti verso i luoghi di pellegrinaggio raggiungibili attraverso la Via Romea. Con la Via Appia, i fedeli proseguivano da Roma e scendevano in Puglia per attraversare il canale d'Otranto verso la Grecia, da dove continuavano il cammino per la Terra Santa. Inoltre, la Francigena era il tracciato di base per raggiungere Compostela, perché oltre le Alpi si congiungeva con la Via Tolosana. Nei secoli successivi la via Francigena prese anche il nome di Strada Regia Romana. Per molti villaggi in prossimità della Via Romea, essa rappresentò una grande fortuna.

Durante il 1200, dopo secoli di oblio o di uso unicamente locale, si ripresero a praticare i passi delle Alpi centro-orientali - primo fra tutti il Brennero - e gli altri valichi degli Appennini, dando inizio a nuove correnti di traffico di pellegrini e mercanti. Tali itinerari fecero decadere il ruolo centrale della Via Romea che, da importante arteria internazionale, diventò un insieme di tratti stradali di valenza regionale.

Nel 1994 ha ottenuto il riconoscimento dal Consiglio d’Europa di Itinerario Culturale Europeo, ovvero Itinerario Storico Europeo, assumendo, alla pari di Santiago di Compostela, una dignità internazionale.

Marzia VaccaroI Like Italy
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