Slow Movement: attenzione, rallentare!

Da qualche anno a questa parte una nuova filosofia esistenziale si sta diffondendo in Italia così come in giro per il mondo, in maniera tanto lenta (come potrebbe essere altrimenti?) quanto inesorabile. Le parole chiave di questo nuovo approccio alla vita sono tutte di matrice anglosassone: si va dall'aggettivo "slow", lento, all'idea di "time poverty", penuria di tempo, fino ad arrivare a concetti come "downshifting", scalare di marcia. Nonostante questa predisposizione all'inglese, i punti fondanti della filosofia di Slow movement possono essere sintetizzati utilizzando alcuni dei motivi retorici ed ideologici rivendicati dalla gioventù italiana negli anni '70: lavorare con lentezza, riappropriarsi del proprio tempo di vita, contestare il dogma ideologico del lavoro come momento fondante dell'esistenza.
Lo Slow Movement riprende molti di questi concetti, rielaborandoli con merito al tempo presente, un tempo nel quale, quarant'anni dopo gli anni '70, i ritmi produttivi, lavorativi e sociali si sono moltiplicati esponenzialmente. Lo Slow Movement dunque si pone come filosofia dell'alternativa al frenetico logoramento del lavoro e della società di oggi...e lo fa in diverse maniere. Oltre al ben noto Slow Food, c'è uno "Slow" per qualsiasi cosa meriti essere vissuta con il giusto tempo: giardinaggio, arte, media, soldi, viaggi, relazioni, software. Se in ognuno di questi ambiti il divenire della contemporaneità è travolgente, la risposta dei Slow Movement è quella del rallentamento, del "fare meno, lentamente".
Lorenzo Bianchi - I Like Italy
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