Mangiare nelle Marche

Non parliamo di un’unica cucina ma di un’unione di sapori e gusti di tutto il territorio con le sue caratteristiche specifiche. La ruvidità tipica dell’entroterra, si assapora nei piatti a base di carne con il maiale in porchetta, l’agnello marinato; piatti a base di tartufo, conosciuti quelli di Acqualagna e Sant’Agata Feltria e a base di funghi; nei primi piatti, tagliatelle, strozzapreti ed i tradizionali “vincisgrassi”, capostipite di tutte le lasagne al forno della penisola.
Il gusto fresco e dolce del mare, si percepisce nei piatti a base di pesce; padrone indiscusso della tavola costiera è il “brodetto” che raccoglie più di 14 specialità di pesce arricchito, nel pescarese e anconetano, dal pomodorino e, nell’ascolano, dallo zafferano. Il piatto simbolo della città di Ascoli è il fritto misto all’ascolana: olive farcite, crema, zucchine, carciofi e costolette d’agnello mentre tra i dolci troviamo il ciambellotto con i funghetti all’anice, la cicerchiata, i ravioli fritti e ripieni di castagne, crema e ricotta.

Degni di nota il pecorino di Talamello avvolto in foglie di noce e invecchiato in grotte di tufo, i prosciutti, i lonzini, la coppa di testa. Tutto accompagnato dai vini piceni: il bianco Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore e per concludere il vino cotto, conservato in botte, con la suggestione mediterranea all’anisetta e del mistrà.
Fonte: Italia
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