Succo di frutta: centrifuga o estrattore?

Un buon succo di frutta è una delle bevande più salutari e apprezzate. Ma quale strumento utilizzare per ottenerlo? Le centrifughe tradizionali sono gli apparecchi più comuni, semplici e conosciuti. Il loro funzionamento si basa su di una lama piatta, fissata alla base, che gira a forte velocità. Questo attrezzo, però, presenta più di un difetto. Durante la spremitura, infatti, il calore sviluppato, l’elettricità statica e una notevole quantità d’aria entrano nel contenitore a contatto con il succo, intaccando le sostanze nutritive tramite un processo di ossidazione. Inoltre, gli enzimi vivi di frutta e verdura, possono venire distrutti quando la temperatura supera i 50 gradi.

Al posto della centrifuga tradizionale, allora, si possono utilizzare degli estrattori di succo. Ad esempio, un estrattore "masticatore" che opera a velocità meno elevata, grazie ad un vero e proprio processo di masticazione attraverso il quale riesce a rompere le fibre che compongono i vegetali, aumentando la quantità di sostanze nutritive rilasciate. In alternativa, esistono gli estrattori di succo a freddo. Quelli a ingranaggio singolo funzionano per mezzo di una fresa che ruota ad una velocità piuttosto bassa e stritola la frutta e la verdura per poi farla passare attraverso un setaccio. Gli apparecchi a freddo a doppio ingranaggio, come dice la parola, hanno invece due frese parallele, in acciaio inox, molto vicine e che ruotano l’una verso l’altra. I succhi ottenuti in questa maniera arrivano ad avere un rendimento che supera del 30% di quelli ottenuti con le centrifughe tradizionali.

Non sono pochi, dunque, i vantaggi di un estrattore a freddo: dalla maggiore quantità di enzimi e sostanze nutritive, alla facilità nel pulirlo, alla migliore qualità del succo. Tuttavia, almeno, un punto a favore della vecchia, classica centrifuga rimane, "il prezzo", molto più abbordabile.

Fonte: Alessio Maurizi - I Like Italy
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