Fare attività fisica per smettere di fumare

È vero, l’attività fisica è in grado di aumentare il benessere e ridurre il bisogno di nicotina in chi sta cercando di smettere. Tuttavia, questi effetti durano poco (non più di qualche ora). Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Addictive Behaviors che chiarisce finalmente un’apparente contraddizione emersa in anni di ricerca sull’argomento: l’attività fisica ha sempre dimostrato di essere un valido aiuto per smettere di fumare. Ma soltanto nel breve periodo. Quando si è cercato di riprodurre questi risultati in sperimentazioni più lunghe, la sua efficacia è risultata quasi nulla.

LO STUDIO - Il gruppo di ricercatori della Brown University di Providence (Usa) ha perciò cercato di indagare più nel dettaglio il modo in cui il movimento incide sul bisogno di sigaretta, suddividendo un campione di 60 donne in due gruppi: uno si è sottoposto a sessioni di 50 minuti di camminata veloce 3 volte a settimana per un periodo di 8 settimane; l’altro si limitava a guardare con la stessa frequenza dei video su salute e benessere. Per ogni donna i ricercatori hanno valutato l’umore e il bisogno di fumare immediatamente prima e dopo la sessione. «Quel che abbiamo scoperto è che, benché non ci sia alcun effetto cronico dell’attività fisica sui sintomi dell’astinenza e del bisogno di sigarette, c’è un effetto acuto che scema progressivamente al passare delle ore in 1-2 giorni», ha illustrato David Williams, docente presso l’università americana e primo firmatario dello studio. «Tuttavia, l’effetto può essere riattivato ogni volta che si svolge l’esercizio fisico». Ecco dunque perché i precedenti trial clinici controllati - in cui l’aderenza ai programmi di attività fisica è generalmente bassa - sono stati un insuccesso nel dimostrare l’efficacia dell’attività fisica aerobica nella cessazione dal fumo.

ESSENZIALE LA COSTANZA - Il risultato, per i ricercatori, è almeno per un verso incoraggiante, ma, d’altro canto, richiede un maggiore impegno da parte delle aspiranti ex fumatrici: «Occorre svolgere attività fisica con una frequenza e intensità sufficiente, visto che i suoi effetti si esauriscono nel tempo», ha precisato Williams, che ora punta a verificare l’ipotesi su larga scala. Forte di un finanziamento di 2,2 milioni di dollari da parte dei National Institutes of Health (Nih) americani, nei prossimi mesi prevede di arruolare un elevato numero di donne a cui fornire dei veri e propri diari elettronici su cui registrare meticolosamente i sintomi dell’astinenza. In tal modo, spera, sarà possibile ricostruire con esattezza quanto a lungo è efficace l’attività fisica e, come per una pillola, indicare quali siano i dosaggi e la frequenza ottimali, per godere al massimo dei suoi benefici nella lotta al fumo.

Fonte: Corriere
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