L’India Ama la Pasta!

Quando la mia amica Dhanu si trasferì in India dagli Stati Uniti, nei lontani anni Novanta, prendemmo l’abitudine di riunirci tutti a casa sua, tanto per godere della sua piacevole compagnia quanto per gustare i deliziosi piatti di pasta al formaggio fatta al forno che lei ci preparava con genuino entusiasmo. In quegli anni, infatti, la pasta era ancora una novità sulle tavole indiane.

Oggi, più di un decennio dopo, un bancone appositamente dedicato alla pasta si erge maestoso nella mensa del mio, come di molti altri uffici. Ogni cena a buffet in qualsiasi festa di nozze in India dispone di un bancone per la pasta bene in vista, che attrae un numero di ospiti consistente. Gli hotel Pricey che offrono cucina Italiana stanno spuntando in ogni angolo del Paese. Anche molti dei popolari punti ristoro di Mumbai prevedono numerosi piatti a base di pasta nei loro menù. La cucina Italiana è ora un must in India, come quella Cinese lo era tre decenni fa.

Non si può rifiutare la pasta, proprio come non è possibile astenersi da Facebook, se non si vuole essere messi al bando come individui assolutamente fuori moda o, peggio, vecchi e sorpassati. Questo perché la pasta è uno dei piatti preferiti in assoluto dai giovani che fanno tendenza in India, oltre ad essere la scelta per eccellenza di un cospicuo numero di stelle del cinema Indiano.

Dunque, a cosa è dovuto questo successo senza precedenti della pasta nella società Indiana, oltre che alle operazioni di marketing? Diversi fattori hanno contribuito all’affermarsi di questa specialità tutta Italiana. Certamente l’aspetto e il sapore della pasta e la facilità con cui la sua preparazione può essere personalizzata per soddisfare tutti i gusti, abbinandola a verdure, formaggi e salse.

Un aspetto importante che ha spinto la pasta in vetta alle classifiche delle preferenze gastronomiche degli Indiani è l’emergente sensibilizzazione nei confronti dell’importanza di una dieta salutare, nonché la percezione della pasta come alimento sano, specie se fatta di farina integrale. Grazie ai media, le persone che vivono nelle aree metropolitane in India sono sempre più consapevoli della necessità di mangiare cibi genuini e poveri di grassi, per non appesantire i moderni stili di vita troppo sedentari per essere abbinati ad alimenti ad alto contenuto lipidico. Il modo in cui il pane integrale si è diffuso sempre di più nelle case indiane, tradizionalmente affezionate al pane bianco ottenuto dalle meno sane farine raffinate, è un indicatore che la dice lunga su questa significativa rivoluzione nella mentalità. Ed è proprio qui che entra in gioco la pasta.

Tuttavia, fino ad un paio di anni fa, la pasta non era ancora una scelta guidata dalla ricerca di seguire un regime alimentare bilanciato, in quanto la pasta reperibile sugli scaffali dei negozi era in gran parte fatta di farina raffinata. Questa tendenza è cambiata con l’arrivo sul mercato Indiano della pasta prodotta in Italia. Oggi, ogni supermercato vanta una gran varietà di marche Italiane: Barilla, San Remo, De Cecco, Fazion, Alfabet, Reggia, Andalini, Baronica, con i loro slogan altisonanti che vantano una composizione a base di grano duro coltivato in Europa.

Un’altra importante novità è che la pasta non è più univoco sinonimo di matasse di spaghetti o maccheroni - gli unici due tipi di pasta che, per lungo tempo, gli Indiani abbiano conosciuto. Ora abbiamo versioni di pasta in varie forme e colori, con Fusilli, Farfalle, Gnocchi e molti altri tipi ancora. La maggior parte delle confezioni riportano etichette che promettono sconti invitanti, così da amplificarne ulteriormente l’appetibilità.

Così, anche in India i consumatori si stanno letteralmente innamorando della pasta! E, si sa, il primo amore, non si scorda mai.

Munmun Ghosh
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