Scegliere la giusta crema solare

Con il mese di giugno si è aperta ufficialmente la stagione della tintarella. E con la bella stagione arriva il momento di scegliere la crema solare che fa per noi. Indispensabile per proteggerci dalle scottature e dagli effetti nocivi dell'esposizione al sole. In commercio esistono molte creme solari, ma per fare la scelta migliore dobbiamo tener conto di una serie di fattori. Come la qualità dell’irraggiamento solare che può variare a seconda della latitudine, della stagione e dell'ora del giorno.

La grande variabile è il fattore di protezione del prodotto, che viene misurato in base a una sigla che precede un numero. Le sigle più utilizzate sono queste: SPF (Sun Protector Factor), FP (Fattore di Protezione), IP (Indice di Protezione). I valori vanno da 2 a 50+. Quest’ultima è naturalmente la protezione massima possibile, definita "protezione estrema", non certo totale perché è un traguardo impossibile (nonostante gli spot pubblicitari). Al di là di altre considerazioni tecniche, è sufficiente sapere che il numero (es. FP 15) corrisponde al numero di ore di esposizione ai raggi solari che il prodotto garantisce prima di generare un eritema a causa della sovraesposizione ai raggi solari. Ma è sempre meglio abbondare, perché una crema solare per essere efficace, deve essere spalmata senza parsimonia in modo da coprire copiosamente ogni area epidermica esposta al sole. Inoltre va sempre riapplicata dopo il bagno (e questo lo sanno tutti), ma anche in caso di sudorazione.

Ognuno di noi, poi, impara nel tempo a individuare le protezione adatta alla propria pelle. Ma avete mai pensato a quale fototipo appartenete? Ecco qua la classificazione per i fototipi europei: il tipo 1 presenta una pelle chiarissima, con efelidi, e occhi chiari (il tipico "nordico"), il tipo 2 presenta una pelle chiara, con capelli rossi o biondi, occhi chiari, il tipo 3, invece, presenta una pelle pallida, con occhi e capelli castani, infine, il tipo 4 presenta occhi scuri, capelli scuri e la pelle olivastra (il classico tipo mediterraneo). Più basso è il fototipo, maggiori saranno le probabilità di scottarsi e maggiori le precauzioni da adottare. Un’ultima considerazione va fatta sui prodotti doposole e abbronzanti. I primi servono essenzialmente a reidratare la pelle che è stata letteralmente disidratata dai raggi infrarossi e a lenire i danni procurati dalla sovrabbondanza di radiazioni. Sono ottimi quelli che contengono Aloe vera. I secondi (nonostante certe pubblicità) non esistono in quanto tali, così come non esistono creme in grado di mantenere l’abbronzatura più a lungo. Bisogna infatti sapere che l’intensità e la durata della tintarella dipendono esclusivamente dalla melanina contenuta nella nostra pelle.

Fonte: Alessio Maurizi - I like Italy
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