Omar Galliani in mostra a Padova

Ancora una volta il Museo Diocesano apre le porte all'arte contemporanea per ospitare le opere dell'artista emiliano Omar Galliani, che allestisce una personale sul tema degli angeli. La mostra si inserisce nel programma degli eventi Guariento e la Padova carrarese, organizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Comune di Padova con la partecipazione della Diocesi di Padova, ed è concepita come un omaggio dell'artista contemporaneo al grande maestro del Trecento, "pittore degli angeli" per eccellenza.

Il percorso si apre con Blu oltremare, l'angelo virato in blu che volge lo sguardo verso il basso, invitando l'umanità a cercarlo. Nella Sala Barbarigo la grande Resurrezione di Galliani fa eco a quella affrescata da Jacopo da Montagnana sulla parete di fondo, alla fine del Quattrocento, dove l'angelo sul sarcofago già prelude all'annuncio alle donne nel terzo giorno. Salendo, nella monumentale Sala dei Vescovi, sette tavole imponenti instaurano un dialogo sorprendente con i vescovi che si affacciano dal loggiato dipinto da Bartolomeo Montagna: gli uni presenze diafane e insieme carnali che emergono dall'oscurità; gli altri nitidi ritratti contro l'azzurro di un cielo ultraterreno.

Nella sala che ospitava le tavole di Nicoletto Semitecolo, trasmigrate per l'occasione a Palazzo del Monte, trova posto l'opera realizzata appositamente da Galliani per questa mostra, un dittico a punta di grafite in omaggio a Guariento. E nella vicina Cappella di Santa Maria degli Angeli, dedicata agli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele e affrescata da Jacopo da Montagnana con il Credo degli Apostoli, sintesi della fede cristiana, un raffinatissimo tappeto di rose ai piedi del polittico con l'Annunciazione conclude il percorso. Le creature di Galliani, ponti tra la realtà dell’uomo e ciò che la trascende, sono presenze concrete e tangibili, ne riconosciamo i tratti e le sembianze moderne senza distinguervi una precisa identità. Volteggiano su fondi indefiniti contrappuntati da simboli o segni enigmatici, conservando la loro carica di mistero. Emergono come bagliori nell'oscurità, invitandoci a guardare con altri occhi.

Fonte: Museo Diocesano
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