Viaggiare e perder peso

Se le rinunce a tavola e le torture in palestra non bastano più a eliminare quei chili di troppo accumulati durante l'inverno, allora è tempo di staccare la spina e prenotare una vacanza. Non è necessario finire in lussuose Spa o in costosi centri benessere. Per aumentare le probabilità di perdere peso con successo, le uniche regole da seguire sono due: dormire il giusto e tenere a bada lo stress. Questa la conclusione di una recente ricerca statunitense, condotta dagli esperti del Kaiser Permanente Center for Health Research di Portland e pubblicata sull'International Journal of Obesity.

LO STUDIO – Che il peso corporeo non dipenda solo da quello che mangiamo, ma anche dallo stile di vita, è cosa nota già da tempo. Per capire meglio quali comportamenti rappresentino un vero fattore di rischio per l'obesità, i ricercatori dell'Oregon hanno arruolato quasi 500 volontari oversize, con un indice di massa corporea compreso fra 30 e 50, e li hanno sottoposti per sei mesi a un rigido programma di dimagrimento che prevedeva una regolare attività fisica (almeno tre ore alla settimana) e una dieta ricca di frutta, verdura, cereali, pesce e carne bianca, che comportava una riduzione di 500 calorie al giorno. Hanno poi pensato di dividerli in piccoli gruppi e di organizzare con loro delle riunioni settimanali per monitorare i risultati, mentre all'inizio e al termine dello studio hanno analizzato il comportamento di ciascun partecipante, valutandone in particolare i livelli di stress e la qualità del sonno. L'obiettivo finale per tutti era quello di perdere almeno 4,5 chilogrammi.

PIU' RIPOSATI, PIU' MAGRI – Dopo sei mesi di sacrifici, il 60% dei volontari è riuscito a far scendere l'ago della bilancia raggiungendo il traguardo fissato dai ricercatori. Il programma di dimagrimento ha portato frutti migliori a quei pazienti che avevano fatto più attività fisica, che avevano seguito fedelmente le raccomandazioni degli esperti e che avevano annotato in un diario tutti i cibi consumati quotidianamente. Ma non solo: i risultati erano stati raggiunti con più facilità da chi era meno stressato e più riposato. «I partecipanti che dormivano meno di sei ore o più di otto ore per notte avevano meno probabilità di riuscita rispetto a chi dormiva dalle sei alle otto ore – scrivono gli autori dello studio -. Inoltre, i volontari che dormivano meno di sei ore ed erano anche più stressati avevano il 50% di probabilità di successo in meno rispetto a chi dormiva il giusto e manteneva a bada lo stress». «Questo studio – commenta il coordinatore della ricerca Charles Elder – dimostra che, quando si vuole perdere peso, bisogna cercare di ridurre lo stress e dormire per un giusto numero di ore. Per qualcuno potrebbe essere sufficiente rallentare un po' i ritmi e andare a letto presto. Altri potrebbero ridurre lo stress e dormire meglio grazie a un po' di esercizio fisico. Per altri ancora potrebbe essere utile ricorrere anche alla meditazione».

ASSONNATI E AFFAMATI – La ricerca di Charles Elder e del suo team non è la prima ad accendere i riflettori su sonno e stress come potenziali fattori di rischio per l'obesità. Un altro recente studio, condotto alla Columbia University e presentato all'ultimo meeting dell'American Heart Association, è giunto a una conclusione molto simile: più calano le ore di sonno, più aumentano le calorie ingerite. I ricercatori hanno tenuto sotto osservazione le abitudini alimentari di 26 persone normopeso costrette per una settimana a ridurre da nove a quattro le ore di sonno quotidiano. Hanno così verificato che le donne assonnate tendono a ingurgitare 329 calorie in più ogni giorno, mentre gli uomini si limitano, per così dire, a 263 calorie di troppo.

Fonte: Corriere
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