La Puglia in tavola

Con i suoi quasi ottocento chilometri di coste, già dall’antichità la Puglia è stata un "ponte" verso l’Oriente. Abitata fin dal Paleolitico come dimostrano i numerosissimi ritrovamenti di dolmen e menhir, ha visto succedersi sul proprio territorio Greci, Romani, Goti, Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Veneziani, Spagnoli e Francesi. Questo immenso orto fornisce, oltre a grani pregiati, oli extravergini, DOP nella quasi totalità, frutta ed ortaggi di ottima qualità; da rammentare soprattutto l’uva da tavola e da vino, le mandorle, i Lampascioni, piccole cipolle tipiche. Basi della cultura gastronomica della Puglia sono sicuramente il pane e la pasta. Famoso ed esportato in tutta la nazione, è il pane di Altamura, impastato con farina di grano duro, acqua e sale; vi è poi una gran produzione di pizze, focacce farcite, calzoni e panzerotti; fra le tipicità, legate alla cultura pastorale, le Frisedde, sorta di ciambelle biscottate da consumare farcite dopo averle inumidite con acqua e i Taralli. La pasta di tradizione è prevalentemente casalinga: Orecchiette condite con le cime di rapa o col ragù barese, ricco piatto a base d’involtini di carne di vitello che fornisce primo e secondo in un’unica ricetta; il pasticcio di maccheroni, piatto per le occasioni di festa; la Ciambotta, pasta condita con un ricco sugo di pesce. Sul Tavoliere per imposizione reale, fu praticato per un lungo periodo storico l’allevamento ovino in forma esclusiva: da ciò la tradizione per le carni d’agnello e capretto, preferite e maggiormente utilizzate nella gastronomia di quelle di bovino.
Fonte: Academia Barilla
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